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La Regione garantisca l’eterologa con il solo ticket

ovulo-cuore

La Regione provveda al più presto affinché negli ospedali lombardi si possa accedere alla fecondazione assistita di tipo eterologo con il solo pagamento del ticket. Perché dopo diversi mesi da quando la pratica è stata inserita nei nuovi  livelli essenziali di assistenza, qui continua a rimanere un diritto negato.

Ancora oggi nella Lombardia che vanta il più alto numero di centri di procreazione assistita  la maggior parte delle coppie che necessitano dell’eterologa è costretta a recarsi all’estero, pagando somme di migliaia di euro che non sono certo alla portata di tutti, per una procedura che dovrebbe essere a carico della sanità pubblica.

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Sugli skinheads di Como Maroni dia segnali concreti

DagdetFasci

Se Maroni davvero ha preso finalmente consapevolezza di quanto sia grave il fenomeno dei rigurgiti neofascisti, abbia il coraggio di dare qualche segnale concreto perché le belle parole non bastano. Il presidente, già prontamente smentito da Salvini, è espressione di una Lega che va a braccetto con i movimenti di estrema destra e la sua maggioranza in Consiglio ha più volte dato prova di giustificare la propaganda di gruppi esplicitamente ispirati al ventennio.

Quando abbiamo chiesto che la Regione si spendesse contro la vendita e diffusione di gadget del fascismo il centrodestra ha risposto liquidando il fenomeno come antiquariato da museo. Addirittura Lega e alleati hanno avallato con il loro voto la parata fascista che l’anno scorso aveva paralizzato il centro di Pavia. Tutte le volte in cui abbiamo provato a sollevare in Consiglio questi temi ci hanno tacciato di anacronismo e di esagerazione.

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La “mitigazione Crisi Idriche” è un provvedimento vuoto

secca

Con le nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche nel settore agricolo approvate oggi in Aula il centrodestra risponde a un’emergenza ben diversa dalla crisi idrica, un’emergenza che si chiama campagna elettorale. Al problema peraltro avanzato da un pezzetto piccolissimo del territorio si offre una proposta vuota e senza visione, che certamente non affronta la grande sfida dei cambiamenti climatici né della mancanza di acqua.

Non è trasformando le cave in bacini di stoccaggio delle acque che si risolvono le difficoltà legate all’impoverimento delle falde e dei fiumi. Serve un piano di adattamento ai cambiamenti del clima che riguardi anche l’agricoltura, adeguando pure i premi comunitari Pac ai nuovi modelli di coltivazione compatibili con le mutate condizioni.

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Vigevano – Malpensa e la politica delle autostrade inutili

Vigevano - Malpensa

Il punto è che bisogna invertire vent’anni di politiche disastrose del centrodestra sulle infrastrutture. E una nuova, ennesima superstrada, la Vigevano-Malpensa, che impatta negativamente sul Parco del Ticino e sul suolo agricolo del Parco Sud Milano non va certamente in questa direzione.

Peraltro, rispetto all’opportunità di questa ulteriore infrastruttura, non ci sarebbero nemmeno studi aggiornati sui flussi di traffico, con Legambiente che fa risalire l’ultima analisi di questo tipo addirittura al progetto preliminare del 2003. E in questi anni, sul nostro territorio, già tante inutili colate di asfalto hanno prodotto danni ambientali, consumo di suolo agricolo e in alcuni casi anche pesanti effetti negativi sulle finanze pubbliche, a partire da Pedemontana, Brebemi e Teem.

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Basta sportello antigender

ProntoGender

Lo sportello antigender non è utile alle famiglie, ma solo alla propaganda leghista e alle associazioni, tutte apertamente schierate, che per conto della Regione lo stanno gestendo e che ne hanno beneficiato in termini di visibilità e contributi.

Al netto di numeri che sono ridicoli a sostegno dell’efficienza e della necessità di un servizio, con neanche 150 telefonate in oltre un anno tra cui diverse legate a un tam tam di protesta contro lo sportello stesso, il punto è che si diffondono falsità e spauracchi inesistenti, sprecando pure i soldi dei cittadini.

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Per Apra servono investimenti e aumento d’organico

arpa-lombardia

Nonostante qualche miglioramento rispetto al testo iniziale, con questa ulteriore modifica della governance di Arpa si fa rientrare dalla finestra quel che era uscito dalla porta, riproponendo il tema dell’indirizzo politico in un ente che dovrebbe essere tecnico-scientifico.

La presenza di due assessori prevista nel nuovo comitato di indirizzo vanifica quella terzietà necessaria a garanzia di un adeguato svolgimento del ruolo di Arpa. E non si capisce perché la rappresentanza degli ambientalisti nell’organismo debba essere bilanciata da quella delle imprese, come se la tutela dell’ambiente non costituisse già di per sé anche un volano di competitività economica.

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I presidi territoriali vanno potenziati, non dismessi

Poli

Regione Lombardia spieghi per quale motivo abbia scelto di chiudere il poliambulatorio milanese di via Ripamonti 20 e come intenda garantire la continuità del servizio pubblico in quella zona, assicurando l’acceso a prestazioni e cure.

Dal prossimo mese verrà a mancare un importante presidio di sanità pubblica, con una compressione dell’offerta e 19 medici specialisti da assegnare ad altri centri. I poliambulatori, da sempre una delle eccellenze milanesi, vivono un momento di forte difficoltà, con il numero di prestazioni erogate drasticamente in calo a oltre un anno da quella riforma sanitaria regionale che paradossalmente avrebbe dovuto valorizzare proprio la salute territoriale. E invece il piano di investimenti della Regione per l’edilizia sanitaria destina ai poliambulatori di Milano soltanto l’1% delle risorse.

Occorre capire se e come sarà ripristinato il servizio sul territorio, perché non possiamo accettare che la chiusura del poliambulatorio costringa i cittadini, soprattutto malati cronici e anziani, a rivolgersi a strutture lontane o agli ospedali. Già pesano i disagi determinati dalle novità sull’assistenza per le malattie croniche, che hanno provocato dure reazioni dei medici di base, oppure dal malfunzionamento del centro unico di prenotazione che rende complicato prenotare visite specialistiche, con tempi di attesa sempre più lunghi. I poliambulatori sono una risorsa preziosa e non possono essere abbandonati a questo lento declino, con nuovi centri privati che spuntano come funghi. I gruppi consiliari in Comune e in Municipio hanno avviato nei mercati e in via Ripamonti una petizione contro la chiusura del presidio che in pochi giorni ha raccolto 800 firme. Regione e Ats rendano note le loro intenzioni, sapendo che le strutture territoriali vanno potenziate, non dismesse.

 
Chiara Cremonesi
Natascia Tosoni

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Nei prossimi giorni un Progetto di Legge contro l’omofobia

StopOmofobia

In una Regione che contro i gay ha organizzato convegni, che ha espropriato e illuminato il Pirellone a sostegno del family day, che ha attivato un call center contro il fantomatico ‘gender’, che ha osteggiato con forza la legge sulle unioni civili, la risposta positiva del presidente Maroni all’appello del governatore pugliese Emiliano con la disponibilità a incontrarsi per discutere di contrasto all’omofobia è certamente una notizia.

Lo prendiamo in parola e nei prossimi giorni metteremo subito alla prova le sue reali intenzioni depositando un progetto di legge regionale che, come quello presentato oggi  in Puglia, definisca norme per prevenire le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Con l’auspicio che possa essere votato in Consiglio al più presto

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La Regione cede alle doppiette

caccia

All’avvertimento dei cacciatori presenti in presidio questa mattina davanti al Pirellone, il centrodestra ha riposto compatto in serata. E così, dopo aver ignorato in agosto l’invito avanzato dall’Ispra a sospendere la stagione venatoria sull’intero territorio per le particolari condizioni climatiche di siccità, la Regione si rifiuta persino di prendere un provvedimento saggio, già responsabilmente attuato per esempio dal Piemonte, e di vietare cioè la caccia nelle zone direttamente interessate dagli incendi, che in questi mesi hanno distrutto oltre 800 ettari di boschi in varie province lombarde, e nelle aree contigue. Ancora una volta, questa maggioranza sacrifica agli interessi della lobby delle doppiette la tutela dell’ambiente e di una fauna selvatica che rischia di non poter sopravvivere all’inverno. Del resto, l’hanno scritto loro stessi sullo striscione esposto oggi all’ingresso del palazzo: i cacciatori votano, gli animali no.

Peraltro, è davvero paradossale come proprio Regione Lombardia abbia sottolineato la drammaticità della situazione post-incendi chiedendo lo stato di emergenza nazionale, senza però attivare alcuna azione di protezione dell’ecosistema. In questo contesto gli animali selvatici sono esposti a rischi che ne condizionano il processo riproduttivo e ne aumentano la mortalità. Il tutto in assenza anche di un piano faunistico venatorio regionale e con cinque specie di uccelli minacciate su scala globale ancora cacciabili

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La mobilità regionale va ripensata

pede

Nemmeno di fronte all’evidenza dei numeri, Maroni sconfessa l’errore di una politica regionale per la mobilità incentrata su grandi opere inutili e costose.  Anzi, il presidente ostenta una sicurezza ai limiti della spavalderia laddove invece anche la perizia eseguita dal consulente del tribunale decreta come altissimo il rischio di fallimento per Pedemontana, con la società in stato di insolvenza. E laddove Brebemi, come denuncia Legambiente, ha da tre anni i bilanci in rosso, dopo aver consumato 900 ettari di suolo lombardo più 60 per la nuova bretella.

 

Pedemontana e Brebemi hanno rappresentato non solo un enorme danno per l’ambiente, ma anche una direttrice sbagliata di sviluppo, tutta in favore della gomma a scapito del trasporto ferroviario. E ora si dimostrano inopportune pure dal punto di vista economico e finanziario, con un costante aggravio nel corso degli anni sulle finanze pubbliche. Quello che occorre oggi alla Lombardia è un ripensamento vero dell’idea di mobilità, ragionando in un’ottica finalmente moderna, sostenibile, attenta alla tutela del territorio e delle risorse finanziarie collettive.