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188 donne per la legge 188

188 donne del sindacato, dell’informazione, della cultura, della politica, delle istituzioni, della società civile, hanno aderito all’appello contro la pratica, diffusissima delle dimissioni in bianco: la lettera di dimissioni fatta firmare alle ragazze soprattutto, ma anche ai ragazzi , alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri, al momento dell’assunzione. Una firma senza data, così da poter tessere tirata fuori al momento buono:una lunga malattia, un incidente, un matrimonio,soprattutto una gravidanza in modo da liberarsi di quella persona senza problemi.

Dimissioni in bianco è una specie di parola magica che fa scattare oggi immediatamente una reazione indignata di donne e uomini che vogliono difendere lo Stato di Diritto, la libertà e la dignità delle donne,il valore del lavoro. È l’ora di riavere quella norma di civiltà, tolta con il primo atto del Governo Berlusconi.

In questi giorni le 188 firmatarie hanno chiesto un incontro alla ministra Fornero per
il ripristino immediato di una legge di civiltà che ha a che fare con lo Stato di diritto oltre che con la dignità delle persone, con il valore del lavoro, con la libertà delle donne che solo uno spirito illiberale può contrapporre alla maternità.

Una richiesta urgente del ripristino della legge 188, per il suo significato simbolico, per la sua efficacia, per la sua semplicità, per la sua nettezza.

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