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194 e obiettori di coscienza: è ora di cambiare

Questa sera discuteremo di 194 e del fatto che in Lombardia è una legge quasi inapplicata.

Abbiamo infatti condotto una ricerca, a partire dai dati ufficiali dell’Assessorato alla sanità della regione Lombardia, e abbiamo toccato con mano dati clamorosi inerenti l’interruzione volontaria di gravidanza nelle strutture pubbliche della Regione.

Circa il 67% dei ginecologi lombardi infatti è obiettore di coscienza. Un dato altissimo che porta gravi conseguenze: spesso infatti le donne che si recano nei consultori pubblici e negli ospedali si trovano davanti a un rifiuto, che oltre a ledere un diritto di scelta sancito per legge, reca anche un profondo danno psicologico in un frangente tanto delicato per una donna.

Un dato, quello dell’obiezione di coscienza, che non è spiegabile. Non si tratta soltanto della libera scelta del medico, ma di un fattore dettato dalle pressioni di un preciso sistema di potere e dalla convenienza.

Dobbiamo fare qualcosa. Ad esempio credo che sia venuto il momento di regolamentare la presenza e la quota degli obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche. Di modo che le donne abbiano comunque e sempre un interlocutore non ostile alla loro volontà e al loro diritto di scelta. Iniziamo a discuterne questa sera.

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