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28 settembre 2011

COMUNICATO STAMPA
Dichiarazione di Chiara Cremonesi e Giulio Cavalli,
consiglieri regionali Sinistra Ecologia Libertà

SEL: A VITTORIO ARRIGONI IL PREMIO PACE 2011 DI REGIONE LOMBARDIA

“Per il premio pace 2011 di Regione Lombardia abbiamo proposto la candidatura di Vittorio Arrigoni, l’attivista lecchese barbaramente ucciso cinque mesi fa a Gaza da un gruppo salafita. Un omicidio che ha suscitato sdegno e proteste in tutto il mondo ed è stato condannato unanimemente dalle Nazioni Unite e da vari capi di Stato.
Vittorio, che aveva 36 anni, ha interamente dedicato la propria vita in difesa dei più deboli. Prima nell’Europa dell’Est, poi in Africa e infine in Palestina, dove si è speso instancabilmente in soccorso di una popolazione in ginocchio.

Era un portatore di pace laddove pace non c’è, sempre a fianco degli ultimi. Né eroe né martire, come ha ricordato sua madre Egidia Beretta. Semplicemente un ragazzo convinto che i diritti umani siano da rispettare e difendere. E l’ingiustizia da raccontare.

Molto attivo nella comunicazione via Internet, non ha mai interrotto, nemmeno nei momenti più difficili, la sua preziosa attività di informazione dalla Striscia di Gaza. Durante l’Operazione Piombo fuso, il suo blog Guerrilla Radio e i suoi reportage hanno ottenuto notorietà internazionale in quanto unico cronista sul campo. Il suo “Restiamo umani”, con cui chiudeva ogni corrispondenza, è oggi simbolo di speranza, di giustizia e di solidarietà.

Vittorio è nato cittadino lombardo, è diventato cittadino del mondo. Ai suoi funerali non hanno partecipato né autorità né istituzioni del nostro Paese, solo i sindaci del territorio. Sarebbe bello che ora la sua Regione gli assegnasse questo riconoscimento.

Perché è giusto. E perché rappresenterebbe un segnale importante anche in considerazione del ruolo che la Lombardia può e deve svolgere nel processo di costruzione di più avanzate, stabili e pacifiche relazioni nel Mediterraneo. A partire da soluzioni che in Israele e Palestina garantiscano tutela del diritto e della dignità e convivenza pacifica. Per due popoli, in due Stati”.

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