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Accoglienza e integrazione garantiscono più sicurezza

Nl1

Il presidente Maroni, calpestando un ruolo istituzionale che lo richiamerebbe a ben altro senso di responsabilità, fa della bassa speculazione politica. Davvero non si capisce come si possa strumentalizzare un episodio grave di delinquenza di cui si è reso responsabile un giovane di padre tunisino ma nazionalità italiana, con precedenti penali noti, accostandolo a una grande marcia popolare cui prenderanno parte migliaia di cittadini, associazioni e molti sindaci, impegnati a costruire una società aperta e per questo più sicura.

Esprimiamo tutta la nostra vicinanza al poliziotto e ai due militari che sono stati feriti nell’esercizio del loro lavoro. Peraltro a Maroni ricordiamo che, mentre la prova di forza del blitz mediatico di cui pare tanto entusiasta non aveva prodotto alcun fermo, un’operazione di controllo discreta e mirata ha assicurato alla giustizia un soggetto evidentemente pericoloso.

Fomentare l’odio alimentando a sproposito il binomio profughi e criminalità regala forse consenso, ma certo non offre soluzioni alla sfida epocale delle migrazioni né una visione per il futuro. Anziché aggiungersi al coro sguaiato degli sciacalli da propaganda, Regione Lombardia pensi a fare la sua parte, nell’interesse dei cittadini. Perché spendersi per l’accoglienza e l’integrazione è un dovere per le istituzioni. Ma è anche l’unica chiave di volta per creare coesione sociale e quindi vera sicurezza.

Domani sarà una bellissima giornata per Milano e per tutti coloro che vogliono un’Europa senza muri, capace di sconfiggere la paura, riaffermare i diritti e fare della pacifica convivenza un’opportunità di crescita e sviluppo

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