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Tangenti Aler: la Regione intervenga

Di fronte alla notizia dell’inchiesta che vede indagati per turbativa d’asta e corruzione sei alti dirigenti dell’Aler di Milano, la Regione Lombardia deve sentirsi chiamata in causa.

Non bastano le rassicurazioni via stampa dell’assessore Zambetti. Per questo Sinistra Ecologia Libertà ha presentato un’interrogazione chiedendo alla Giunta se fosse a conoscenza dei problemi sottoposti al vaglio della magistratura e se fossero in esame provvedimenti relativi alle questioni indagate.

Nel quadro che si sta evidenziando, l’Aler non può non prendere in esame la necessità di assumere provvedimenti di tipo cautelativo ben prima degli esiti giudiziari, anche in ragione della rilevanza sociale di un ente che non può chiedere agli inquilini il rispetto delle regole in mancanza di un proprio profilo di rigore.

E considerato che la Regione, responsabile delle nomine degli amministratori, deve svolgere funzioni di controllo e vigilanza, vorremmo sapere se e quali indirizzi abbia dato a salvaguardia dell’Aler oltre che propria.

In questa vicenda che, pur nell’inviolabilità della presunzione di innocenza, getta ulteriori ombre sull’amministrazione pubblica lombarda, è da rilevare il coinvolgimento di Marco Osnato, direttore dell’area gestionale dell’Aler e consigliere comunale uscente, nonché ricandidato a sostegno della Moratti in quella lista del Pdl che già vede indagato per tutt’altra e nota vicenda Roberto Lassini.

Forse è il caso che il centrodestra a Milano e in Lombardia cominci a porsi un problema politico.

1 Comment

  1. Una volta ancora, potrebbe essere il titolo di un film, invece è la quasi quotidianetà delle notizie su questo o quell ente, fondazione, organizzazione nella quale succede qualcosa di losco.
    Mi piacerebbe sapere i nomi di codesti personaggi e poi la loro appartenenza politica; i nomi per diritto di cronaca in quanto cittadino, le appartenenze politiche per aver idea della permeabilità del male affare all’interno della cosa pubblica.
    In vero non conosco i mecanismi di nomina dei dirigenti e dei consiglieri, ma per quanto poco ne sappia, mi risulta che siano tutti di appartenenza politica, ora se si nomina una persona e questa accetta, è un’assunzuine di responsabilità da parte di questo ultimo, e quindi i vari membri del CDA Aler sono “tutti” inadeguati, non si accorgono di inregolarità, di magari turbative d’asta e di molto ancora, mi chiedo se non si possa nominare solo un manager, magari con formazione di base umanista e un CDA composto di persone interne alla struttura, le quali se dovessero cadere in meccanismi corruttivi, abbiano da temere  la perdita del posto di lavoro e poi un’eventuale reclusione.

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