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Alleati per forza, ma sono al capolinea

Intervista a La Repubblica del 1 maggio

Chiara Cremonesi, capogruppo di Sel in Regione, Formigoni vi invita a rassegnarvi.
Maroni conferma che la Lega continuerà ad appoggiarlo.
«La Lega cambia idea ogni giorno. Poche settimane fa Umberto Bossi minacciava di far cadere la giunta della Lombardia se il Pdl avesse continuato ad appoggiare il governo Monti. Prendo atto che Maroni oggi dice una cosa diversa. Pdl e Lega in Lombardia sono ormai due debolezze costrette a reggersi una sull’altra ».

Cioè?
«Oggi Formigoni incassa il sostegno di Maroni solo perché la Lega e il Pdl versano in una fase critica e non possono che sostenersi a vicenda. Sanno che se in Lombardia si andasse alle elezioni anticipate per loro sarebbe un bagno di sangue».

Che senso ha allora presentare una mozione di sfiducia contro Formigoni?
«In aula i numeri sono quelli, ma nelle urne gli elettori possono dare un segnale. Anche nel Pdl c’è molto imbarazzo su Formigoni. Lo si è visto dal comportamento di Angelino Alfano quando è venuto in Lombardia per il suo giro elettorale. Anche Cl è imbarazzata. Lo si è visto dalla testimonianza di Carla Vites, moglie dell’ex assessore Simone, alla quale Formigoni è stato costretto a rispondere su Tempi».

Dunque?
«Gli attacchi di Formigoni dimostrano soloche la sua difesa è molto debole. La tesi del “mal comune mezzo gaudio” con le inchieste che riguardano il Pd è la prova più evidente di questa debolezza. Anche perché il suo fallimento non si evince solo da quanto sta emergendo dal lavoro dei magistrati, ma anche dagli atti del suo governo».

Qualche esempio?
«Prendiamo il “pacchetto sviluppo”. La Regione ha fatto grancassa presentando un provvedimento per rilanciare la crescita, ma non ci ha messo un euro. Solo propaganda. Tanto che sindacati e imprese sono rimasti entrambi insoddisfatti»

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