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Il reato di apologia di fascismo deve essere messo in pratica

Apologia di fascismo

Ieri la maggioranza in Regione Lombardia ha bocciato la nostra mozione che chiedeva di agire in tutte le sedi affinché il reato di apologia di fascismo fosse esteso alla vendita e diffusione di gadget con immagini del regime fascista e nazista oltre che di escludere dal calendario regionale delle fiere e delle sagre e dai benefici che ne conseguono tutte quelle manifestazioni all’interno delle quali fossero ospitati banchetti commerciali con oggetti di questo tipo.

Il centrodestra lombardo si volta dall’altra parte liquidando come antiquariato da museo, con toni davvero inadeguati e offensivi che non dovrebbero appartenere a un dibattito istituzionale, un fenomeno politico e sociale che riguarda invece l’attualità e che risulta sempre più presente anche sul nostro territorio, con la diffusione radicata e visibile di organizzazioni che si richiamano all’ideologia nazifascista.

L’Emilia e la Toscana hanno approvato provvedimenti simili. E sempre sul tema una proposta di legge dell’onorevole del Pd Emanuele Fiano è incardianata attualmente alla Camera. Partendo da una questione forse marginale come la vendita dei gadget, che in realtà veicola comunque un’indebita propaganda e sulla quale la Regione ha competenze dirette, volevamo alzare il velo su quella che si sta configurando anche in Lombardia come un’emergenza democratica.

Pensiamo al presidio milanese organizzato da Casa Pound il 14 gennaio, alla petizione di Varese per mettere fuori legge l’Anpi, al corteo di Pavia dello scorso 5 novembre e in ultimo al concerto nazirock organizzato dal Municipio 4 alla Palazzina Liberty, il cui utilizzo è stato revocato oggi da Palazzo Marino.

Un quadro allarmante che necessita pronunciamenti inequivocabili da parte delle istituzioni. E invece questa maggioranza, in evidente difficoltà, ha preferito buttarla in caciara, sottraendosi di fatto alla condanna, pensavamo scontata e condivisa, di un fenomeno che nelle sue multiformi e attualissime espressioni mette in discussione i fondamenti stessi del nostro assetto democratico

1 Comment

  1. È’ grave che la regione non esprima con Chiarezza che è una pagina della nostra storia da non riproporre in nessuna delle sue forme. La sofferenza e il dolore di tanti deve essere ricordato per evitare che l’irrazionale culto di pochi diventi soppraffazione e assenza di democrazia. Non si torna indietro!

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