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Un bilancio che non guarda in faccia la realtà

In Lombardia il 20% delle donne si licenzia nel corso del primo anno di vita del figlio.
Per questo in sede di discussione di bilancio ho proposto un sostegno per la conciliazione tra maternità. Una proposta accolta anche da questa maggioranza, che certamente non fa delle pari opportunità una propria bandiera politica.

Le politiche di conciliazione tra lavoro e responsabilità familiare sono lo strumento più adatto e più efficace a garantire insieme incremento della natalità e sviluppo dell’occupazione femminile. Finora, sul tema, Formigoni aveva speso soltanto parole e annunci. Mi auspico che ora, dopo l’impegno assunto con l’approvazione del nostro ordine del giorno, si stanzino anche le necessarie risorse, che andrebbero così in tutt’altra direzione rispetto all’elemosina del fondo Nasko (250 euro per 18 mesi per chi sceglie di non abortire!).

La mia attenzione, in questa sessione di bilancio, si è poi concentrata su altre due storture del bilancio regionale.

Il più consistente intervento economico di Regione Lombardia per l’istruzione è quello sul buono scuola, che da anni premia gli studenti delle paritarie – e cioè neanche il 10% del totale – a scapito di tutti gli altri. Al centrodestra, da sempre impermeabile all’evidente iniquità di questa misura, abbiamo chiesto, almeno di fronte alla crisi, di compiere una scelta in ordine alle priorità, sospendendo o diminuendo lo stanziamento per dirottare le risorse disponibili su progetti di formazione professionale, aggiornamento, riqualificazione e riconversione della manodopera.
Purtroppo anche in questa occasione il centro destra si è dimostrato assolutamente insensibile ai bisogni della maggioranza degli studenti

Infine L’Expo. Non è accettabile che la parte di bilancio l’esposizione universale sia di fatto una delega in bianco. È ormai che chiaro a tutti che su questo tema è aperto uno scontro duro con Comune, Provincia e Governo: la stessa scadenza dell’evento è a rischio. Eppure di tutto questo il Consiglio conosce solo quello che può leggere dai giornali. Avremmo voluto una discussione approfondita, ci siamo ritrovati con una norma infilata tra le pieghe di questo assestamento. Senza contare che un emendamento dell’assessore Colozzi elimina il vincolo dei soli soci pubblici nella spa che Formigoni vuole fare, la qual cosa lascia immaginare sviluppi della vicenda ancora più indecifrabili.

Ho quindi espresso un voto negativo su un assestamento che, nel suo complesso, non tiene conto né della grave situazione di difficoltà in cui si trova il Paese, Lombardia compresa, né delle pesanti ripercussioni che la manovra finanziaria avrà sulle Regioni e sui servizi essenziali per i cittadini.

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