permalink

0

Boni pensi a garantire l’acqua pubblica ai lombardi

È vero. Proprio come sostiene Boni, il popolo si è espresso in maniera chiara contro ogni forma di privatizzazione dell’acqua. Proprio per questo non si capisce perché il Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia perda tempo nell’attaccare strumentalmente Nichi Vendola, invece di sollecitare la sua maggioranza a una nuova legge regionale in materia.

Se non se ne fosse ancora accorto, gli ricordiamo che quella attualmente in vigore, approvata in tutta fretta lo scorso dicembre – peraltro con qualche iniziale mal di pancia leghista presto sedato dalla concessione di alcune ambitissime poltrone in più nel quasi concomitante rinnovo delle cariche in sanità – sta continuando a gettare nel caos le amministrazioni locali. E certo non risponde alla volontà popolare, chiaramente espressa con il voto del 12 e 13 giugno.

L’atteggiamento del Presidente pugliese, caro Boni, è tutt’altro che da teleimbonitore. Anche su questa vicenda, si è mosso guidato da due principi che forse stentate a riconoscere perché in Regione Lombardia raramente applicate: insieme, la responsabilità e il rispetto dei cittadini.

E così, mentre qui si inseguono e favoriscono gli interessi di pochi, là Vendola ha immediatamente avviato un percorso pur difficile e molto impegnativo che però restituisce ai pugliesi il loro acquedotto, decretando il passaggio del più grande impianto idrico d’Europa – 30 volte la lunghezza del Po, e ogni riferimento è casuale – da società per azioni a ente pubblico.

Lascia un Commento