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Boni e La Russa hanno perso l’ennesima occasione per tacere.

Ancora una volta, di fronte a una questione così importante come quella del dialogo tra comunità religiose, non riescono a fare altro che usare parole di dileggio: evidentemente non riescono a comprendere né il tema né la nuova stagione di dialogo iniziata a Milano dalla Giunta Pisapia.

In tutta onestà, non stupisce che la presenza del vicesindaco Guida alla chiusura del Ramadan presso la comunita islamica di viale Padova, abbia trovato nel Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia e nell’Assessore della Giunta Formigoni reazioni così scomposte. Del resto, i problemi di convivenza con “luoghi di culto islamici improvvisati” sono stati causati dalla inerzia e dalla contrarietà delle precedenti giunte di centro destra nel voler affrontare il tema.

Il riconoscimento delle differenze culturali e religiose deve essere un dato imprescindibile in una regione importante come la Lombardia. Ed è chiaro la classe dirigente del Pirellone non ne è all’altezza, esattamente come non lo è stata nei cinque anni passati la Giunta Moratti.

1 Comment

  1. lombardia laica asservita all’islam.
    si deve studiare di piu la storia e la storia delle religioni
    così non si arriverebbe alla aberrazione di bombardare cristiani ortodossi per proteggere mussulmani albanesi che hanno subdolamente occupato una terra cristiana.
    sono stati fermati sui perenei in spagna a lepanto sotto le mura di vienna..questi “teocrati pacifisti”
    e c’è chi ci prende per fessi raccontandoci di reciprocità culturali che non esistono!
    quanto sangue versato da qusti invasori senza contare le migliaia di impalati balcanici…
    Hanno depredato con la loro pirateria nel mediterraneo fino ai primi decenni dell’ottocento.
    grazie signori pseudo laici, non laici ma solo anti cristiani. Ripeto Studiate la Storia.
    E questa ci consiglia una lombardia finta laica, senza identità, ossia senza dignità riempiedosi la bocca di ovvietà.

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