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Boni pensi alla mafia, non a Saviano

Roberto Saviano, con la sua parola coraggiosa e con la sua vita blindata, ha dato e continua a dare un contributo importante all’intero Paese e quindi anche a Milano.

Le dichiarazioni di Davide Boni contro il riconoscimento della cittadinanza onoraria allo scrittore campano risultano davvero sgradevoli e stonate, soprattutto in considerazione dell’incarico che riveste.

La sua posizione non può certamente essere e non è quella del Consiglio Lombardo.

In una regione e in una città dove le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto sociale, economico e politico si fanno sempre più consistenti, un esempio di forza e coerenza come quello di Saviano, che ha l’autorevolezza di chi ci ha messo la faccia pagandone le conseguenze in prima persona, è un faro per le tante e i tanti cittadini anche qui impegnati nella lotta alle mafie.

Boni ha pesantemente sbagliato, nel metodo oltre che nel merito. Chiediamo ora che precisi pubblicamente di aver parlato a titolo personale e che assicuri la presenza convinta del Consiglio regionale alla cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria programmata per mercoledì prossimo.

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