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Una scelta pilatesca

Il repubblichino e la ragazza ebrea morta nelle camere a gas di Bergen Belsen. Ferruccio Spadini e Luisa Levi possono essere messi sullo stesso piano? Si possono commemorare sotto lo stesso tetto due figure così distanti?

Un caso nato nel 2007, quando i nipoti di Ferruccio Spadini, maggiore della Gnr, la polizia militare fascista, istituirono una borsa di studio in memoria del nonno, destinata a uno studente dell’Istituto comprensivo “Luisa Levi” di Mantova

La vicenda già nel 2007 si trascinò senza slanci.

Il provveditore consigliò, pilatescamente, che la borsa di studio Spadini venisse dirottata al liceo classico e alla fine il Consiglio di istituto respinse, con una maggioranza risicata, il progetto, e cancellò la borsa.

Paolo Comensoli, dirigente regionale scolastico, ne fu soddisfatto: “Democrazia e fascismo non sono la stessa cosa, e non si possono confondere”.

Lui è il nipote di don Carlo Comensoli, il prete partigiano che venne arrestato da Spadini, ma che in Cassazione testimoniò in suo favore: “I figli di Spadini vennero a chiedere aiuto a mio zio, per poter riavere i suoi beni. Mio zio era un prete, e si prestò a un gesto umanitario. Che, però, non interpretò mai come una riabilitazione”.

Ciò che non riuscì quattro anni fa, è riuscito il mese scorso con l’istituzione della borsa di studio.

La domanda rimane quella: il repubblichino e la ragazza ebrea morta nelle camere a gas di Bergen Belsen possono essere messi sullo stesso piano?

2 Comments

  1. mah….Si vede che la Cassazione, era composta mica da giudici democratici, ma da ………lo dica lei che è brava!

  2. Mentore Professore 23 agosto 2013 at 12:21 Reply

    Comensoli è chiarissimo: i figli chiesero aiuto e il prete, per motivi umanitari, testimoniò a suo favore. ma vada in Valcamonica a sentire del personaggio!

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