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Caro Cappato, a questo gioco io non ci sto.

Caro Marco,
ho letto con attenzione dal tuo blog, il tuo punto di vista sul sit in di sabato, e sono contenta che anche i Radicali parteciperanno all’iniziativa promossa da Civati e da tutto il centrosinistra, anche Sinistra Ecologia Libertà quindi, per le dimissioni di Formigoni.

Alcune tue considerazioni mi lasciano tuttavia perplessa.
Nel tuo blog parli di un’unica poltiglia che ingloba tutto la politica lombarda, in un unico “sistema” chissà per quale motivo ostile ai Radicali e compiacente nei confronti di Formigoni.

Onestamente io non ci sto. A questo gioco non voglio giocare. Potrei partecipare alla macchina dell’antipolitica facendoti notare che sei stato eletto tra le fila di quel poltiglioso centrosinistra alle scorse elezioni comunali, oppure scendendo ancora più in basso chiederti conto di quei radicali eletti tra le fila del Partito Democratico, che tu ora denigri trascinando con esso tutto il centrosinistra, alle scorse politiche. Ma non lo farò perché non sei tu il mio avversario, e perché così non si costruisce quella vera alternativa a cui anche tu aspiri.

Come sai, ho scelto di non aderire al Partito Democratico già dalla sua fondazione, perché ne vedo tutti i limiti politici. Eppure, sono abbastanza lucida da non permettermi e non permettere ad altri di accomunare quella comunità a quanto fatto da Formigoni in questi 20 anni.

Il Pd non è Penati, come il centrosinistra non è solo il Pd.
Mettere tutto sullo stesso piano, in un complotto pro Formigoni e contro i Radicali è totalmente fuori luogo e assomiglia più all’antipolitica di Grillo che alla nobile tradizione dei radicali italiani.

Pochi hanno osteggiato Formigoni e il centrodestra milanese come Sinistra Ecologia Libertà.
La nostra strada è stata una scelta chiara: parlare ai cittadini di quanto avrebbero potuto vivere meglio senza questo centrodesta, senza alcuna polemica con gli alleati col solo scopo di qualche pugno di voti in più, neanche con quelli che hanno giocato e continuano a giocare tra i due poli.

Questo perché intendiamo la politica come qualcosa di nobile: migliorare la vita dei cittadini.
La vittoria alle comunali di Milano ci ha dato ragione e vedrai, su questa strada, le prossime elezioni regionali ce ne daranno altrettanto.

Con stima

Chiara Cremonesi

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