Piano casa: una deroga generalizzata.

Un Piano casa che crea ulteriore confusione nella normativa urbanistica regionale. Con il paradosso, peraltro, di produrre ben pochi effetti, come già nel 2009, dal punto di vista del millantato rilancio del settore edilizio.

Troviamo innanzitutto inaccettabile il fatto che il recupero e la riqualificazione del tessuto edificato debbano passare da una deroga agli strumenti urbanistici. Inoltre potranno beneficiare dei premi volumetrici anche i Comuni che, ancora oggi, a distanza di sette anni dall’approvazione della legge regionale 12/2005 non si sono dotati di un Piano di governo del territorio, cioè la metà dei Comuni lombardi. [Read more...]

La lettera – I seienni scrivono al premier e al ministro del Lavoro

La lettera dei ventenni al premier Mario Monti, il cui primo firmatario siede nel CdA della Bocconi insieme al professor Mario Monti, pubblicata oggi sulle pagine del Corsera, sta suscitando davvero molte reazioni.

Nella tarda mattinata, abbiamo ricevuto in copia conoscenza un interessante contributo sul tema, ugualmente indirizzato al Presidente del Consiglio, altrettanto spontaneo ma molto più sincero e vissuto dell’originale.

È una lettera di seienni, figli di impiegati, operai e precari, che provano a spiegare il lavoro e i diritti (negati) da acuti osservatori della vita di mamma e papà. [Read more...]

Democrazia? Vabbuò…

In questi giorni si discute molto delle riforme che ridisegneranno le istituzioni in Italia e il nostro modo di essere cittadini e di concorrere alle scelte del nostro Paese: dall’abolizione delle province e l’istituzione (speriamo) della città metropolitana, alla riforma costituzionale di Camera e Senato, fino alle leggi elettorali regionali e nazionali.

In queste discussioni, o almeno in ciò che trapela dai giornali, pare che i criteri utilizzati dai politici o tecnici in carica siano quelli di una maggiore efficienza e del taglio dei costi: principi nobilissimi e assolutamente legittimi. Tuttavia pochi pongono attenzione a ciò che dovrebbe essere il faro di ogni scelta sulla struttura istituzionale: la democrazia e la rappresentanza dei cittadini.

Nella legge elettorale è giusto alzare ulteriormente gli sbarramenti già previsti al 4% per la Camera e all’8% per il Senato? È una semplificazione? Certo, ma ciò significherebbe escludere dal Parlamento forze politiche consistenti e vanificare il voto di milioni di cittadini.
È giusto non prevedere le preferenze e in particolare quella doppia uomo-donna?

Un altro esempio: per superare il bicameralismo perfetto si pensa ad una riforma del Senato come Camera delle Regioni. Fin qui tutto bene, ma ha senso che i nuovi senatori, anziché essere eletti dal popolo, siano espressi dai Consigli Regionali? Non credo.

Indubbiamente queste sarebbero ulteriori riduzioni dello spazio democratico.

Mi rendo conto che oggi sembrano temi poco importanti, ma se li colleghiamo alle politiche liberistiche che in campo economico si affermano in tutti i continenti, vediamo che si sta preparando un futuro di cui aver paura.

Fattore famiglia: una legge iniqua

Con un blitz notturno, il Consiglio regionale ha approvato la legge sul fattore famiglia.
Una legge sperimentale, che riguarderà per ora solo 15 comuni.
Una legge che serve alla propaganda di Formigoni per la visita del papa a maggio e dalla natura fortemente ideologica.
Insomma una legge dai risvolti pericolosi.

Si tratta dell’introduzione di un nuovo sistema che supera l’ISEE premiando le famiglie numerose.
Ma noi ci chiediamo se sia questo il modo di affrontare le fragilità e le difficoltà delle famiglie.
In realtà si creano molte distorsioni: le famiglie oggi sono articolate e il sostegno dev’essere dato a chi rientra in determinati parametri economici.

Una madre single con un figlio può essere più fragile di una famiglia con padre, madre e quattro figli.
Abbiamo però la speranza che venga impugnata dal governo visto che nell’art. 5 della manovra “salva-Italia” l’esecutivo si impegna a revisionare l’ISEE entro la fine di maggio, per rendere questo strumento più equo e omogeneo.

Questa modifica nazionale di fatto vanifica ogni atto regionale.

Legge Harlem: per colpire i negozi etnici si limitano concorrenza e sviluppo

Un’altra vergogna della propaganda leghista contro gli immigrati, realizzata con la compiacenza di un Pdl piegato dalle minacce di Bossi a Formigoni, nonostante la rumorosa assenza dell’assessore alla partita per buona parte della seduta.

Il cosiddetto “Harlem” è legge. Una legge pesantemente discriminatoria, contro la quale ci siamo battuti con l’ostruzionismo e che ha sollevato alcuni mal di pancia nella stessa maggioranza perché per colpire gli esercizi commerciali etnici limita di fatto la libertà di concorrenza e lo sviluppo delle attività economiche.

D’ora in avanti, chi sta dietro un bancone dovrà dimostrare di conoscere l’italiano o, in caso contrario, sostenere corso e prova d’esame. Un iter differenziato che evidenzia la volontà di ostacolare alcuni esercenti in particolare. Esattamente come l’opzione assegnata ai Comuni di vietare nuove aperture che comportino addensamenti di negozi extracomunitari in una medesima zona. [Read more...]