Piano casa: una deroga generalizzata.

Un Piano casa che crea ulteriore confusione nella normativa urbanistica regionale. Con il paradosso, peraltro, di produrre ben pochi effetti, come già nel 2009, dal punto di vista del millantato rilancio del settore edilizio.

Troviamo innanzitutto inaccettabile il fatto che il recupero e la riqualificazione del tessuto edificato debbano passare da una deroga agli strumenti urbanistici. Inoltre potranno beneficiare dei premi volumetrici anche i Comuni che, ancora oggi, a distanza di sette anni dall’approvazione della legge regionale 12/2005 non si sono dotati di un Piano di governo del territorio, cioè la metà dei Comuni lombardi. [Read more...]

Inquinamento: ora Formigoni batta un colpo

Meda, 255. Saronno, 224. Arese, 222. Magenta, 211. Busto Arsizio, 183. Sono le concentrazioni di Pm10 registrate ieri dalle centraline dell’Arpa sparse per la Lombardia. Stanno ben oltre la soglia di sicurezza e sono più elevate che a Milano, dove i valori hanno oscillato tra i 133 e i 163 microgrammi.

E allora ci chiediamo con quale coraggio Formigoni attacchi Area C, il primo intervento che, benché non possa abbattere d’un tratto le polveri sottili, punta a ridurre in modo organico il traffico privato in centro città.

Milano sta finalmente provando a fare la sua parte, Regione Lombardia no. Da quasi un ventennio sperimentiamo l’inerzia e l’irresponsabilità del Presidente e delle Giunte che sotto la sua guida si sono succedute in tema di contrasto all’inquinamento atmosferico.

Rilanciamo quindi l’appello del sindaco Pisapia all’impegno della Regione su questo fronte, perché è ciò che da anni chiediamo inascoltati a Formigoni.

Al di là di tanti annunci, di misure d’emergenza spesso persino attuate con clamorosi ritardi, di una legge mai adeguatamente finanziata, l’interventismo del Pirellone sul problema smog è stato pressoché pari a zero. Carente anche dal punto di vista fondamentale dell’assunzione di un ruolo di regia.

Serve tutt’altro. Una politica seria di investimenti, con risorse certe e tempi rapidi di realizzazione, sul trasporto pubblico locale, per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici. L’abbattimento delle emissioni industriali. La promozione di politiche abitative che contemplino criteri di risparmio energetico, anche per quanto riguarda il riscaldamento.

Insomma, occorrono fatti. Quelli che Milano, con buona pace di Formigoni e delle sue critiche, ha iniziato a produrre e non solo attraverso Area C

Caccia in deroga: assordanti le mancate scuse di Lega e Pdl

In questi mesi, ancora una volta, in Lombardia si è potuto sparare a peppole e fringuelli in deroga alle normative, grazie al solito bel regalo per la lobby dei cacciatori confezionato a fine luglio da Lega e Pdl con l’aiuto dei filo-doppiette di Pd e Udc.

Il provvedimento, che avevamo pesantemente contestato perché come ben noto a tutti avrebbe causato l’avvio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea, era stato addirittura votato dalla maggioranza a scrutinio segreto per evitare responsabilità personali e scaricare le sanzioni sull’intera collettività.

Oggi, di fronte alla certezza e alla consistenza della multa, i sostenitori della caccia in deroga si sono visti costretti alla marcia indietro e all’abrogazione di alcune parti della legge. Ma è tardi per gli uccellini abbattuti di fatto illegalmente. E resta anche il silenzio assordante delle mancate scuse ai cittadini lombardi per l’inutile spreco di tempo e di risorse.

Ora ci auguriamo che ci si rimetta definitivamente in regola con le direttive europee e che a nessuno in Consiglio torni in mente di riproporre, la prossima estate, lo stesso irresponsabile e vigliacco teatrino.

Mai più caccia in deroga. Pdl e Lega si scusino.

È al limite dell’assurdo l’improvvisa attenzione di Formigoni sulla necessità di abrogare una legge, quella per la caccia in deroga, che lui stesso e la sua maggioranza hanno ripetutamente voluto contro ogni buon senso, nella consapevolezza di sanzioni comunitarie molto onerose.

Come ogni anno, anche la scorsa estate, insieme alle associazioni ambientaliste, avevamo contrastato con forza l’ennesimo provvedimento che in questi mesi, di nuovo, ha consentito ai cacciatori di sparare a peppole e fringuelli e lo avevamo fatto richiamando proprio le procedure di infrazione avviate dall’unione europea.

Ma con un comportamento irresponsabile e anche vigliacco – non dimentichiamo come la legge sia stata approvata con voto segreto per impedire che l’UE potesse rivalersi sui singoli consiglieri addebitando loro l’importo delle multe – Pdl e Lega non avevano ascoltato ragioni, intestardendosi a confezionare il solito bel regalo alla lobby delle doppiette a scapito di tutti i cittadini.

Formigoni e la sua maggioranza dovrebbero prima scusarsi e solo poi porre rimedio al loro disastro. Se ci avessero ascoltato da subito, si sarebbero risparmiati tempo e denaro.

Ora ci si rimetta una volta per tutte in regola con le direttive europee abrogando definitivamente la legge e che a nessuno passi per la mente di tornare a proporla il prossimo luglio.

Regione Lombardia ascolti il comitato e cambi la legge

A oltre cinque mesi dal referendum su acqua e nucleare, crediamo che occorra tenere alta l’attenzione sul tema perché la decisione popolare democraticamente assunta lo scorso giugno non lascia spazio a rivisitazioni.

E ora che anche la Corte Costituzionale ha bocciato la legge lombarda di gestione del servizio idrico, mostrando tutta l’inadeguatezza di Formigoni e della sua Giunta, non è più rinviabile un nuovo provvedimento capace di rispondere all’esito referendario e ai rilievi di illegittimità.

La Commissione Agricoltura riceva quindi con urgenza in audizione il Comitato per l’acqua pubblica, le cui proposte di modifica della legge pensiamo debbano da subito diventare una priorità per il Consiglio.

Chiara Cremonesi
Giulio Cavalli