Bye bye terzo settore

Sabato scorso il Ministro Fornero ha annunciato, in occasione di un convegno sui servizi per l’infanzia, la chiusura dell’Agenzia per il terzo settore: “Ci dispiace, ma bisognava fare per forza questa operazione. Fare un’altra authority non sarebbe stato possibile. Tenerla in vita così come è sarebbe stata la riprova che in Italia non si può chiudere niente» con queste parole ha sancito la chiusura di un’authority”

Anche a noi spiace: un po’ più che al Ministro Fornero.
L’agenzia per il terzo settore, per quanto mai completata – Comune, Provincia e Regione hanno dislocato solo 12 dei 35 dipendenti concordati – era un valido strumento in grado di elaborare linee guida, pareri, documenti e proposte in collaborazione con gli esperti provenienti dal mondo accademico e dal terzo settore.

Dopo due mesi di Governo Monti, inizia a essere lecita una domanda: qual è lo scopo di questo governo? Sistemare ciò che in Italia non funziona, magari anche obbligando gli enti locali a rispettare gli accordi, oppure semplicemente tagliare i costi senza scegliere tra ciò che è utili e ciò che non lo è?

Formigoni non irrida le donne

Vorremmo poter apprezzare che il Presidente Formigoni abbia finalmente preso atto dell’importanza della presenza femminile in Giunta.

Peccato, invece, che questo suo improvviso ravvedimento risulti molto strumentale. E a dire il vero anche un po’ irridente nei toni usati.

Stiamo parlando di un governatore che, senza battere ciglio di fronte alle tante rimostranze, si è scelto quattro sottosegretari maschi su quattro e quindici assessori maschi su sedici. Un bel record in tema di quote rosa!

Soltanto adesso, con la spada di Damocle del ricorso presentato da varie associazioni di donne che pende su Palazzo Lombardia, sembra aver cambiato idea.

Senza contare, poi, come il tutto gli risulti guarda caso funzionale, a fronte degli ultimi pesantissimi scandali giudiziari, per giustificare un rimpasto di Giunta, sostituire le figure più scomode e nascondere la perdita irrecuperabile di credibilità politica dietro qualche effetto speciale e una bella cortina fumogena.

Niente, dunque, che abbia a che fare con una sincera presa di coscienza sulle pari opportunità e sulla rappresentanza di genere.

Anche perché temiamo che il suo concetto di ‘tante, tante donne’ – come da dichiarazione odierna – sia un po’ diverso dal nostro. Per noi significa una Giunta almeno per la metà al femminile. Mentre i rumors parlano al massimo di una o due nuove assessore. Lo vedremo alla prova dei fatti, che rischiano di essere deludenti ancor più delle parole

Dieci domande per Formigoni

Caro Presidente Formigoni,

appreso che lunedì sarà presente in Aula per riferire sulle circostanze che hanno portato all’arresto del vicepresidente del Consiglio Nicoli Cristiani e considerato che di norma i suoi interventi su qualsiasi tema si riducono a relazioni conclusive senza alcuna possibilità di confronto, abbiamo preparato in anticipo dieci domande per facilitarle il compito di chiarire ogni aspetto politico della vicenda. Le lasciamo tutto il tempo per ponderarle. Aspettandoci, naturalmente, risposte esaustive. [Read more...]

Ora Formigoni si dimetta!

Tangenti in Regione Lombardia per Nicoli CristianiL’arresto del vicepresidente Nicoli Cristiani è l’ennesimo caso che si aggiunge all’elenco ormai insopportabilmente lungo di rilievi giudiziari riguardanti il Consiglio e la Regione.

Dai festini a luci rosse alla malasanità, dai rapporti con la ‘ndrangheta al traffico illecito di rifiuti, ce n’è davvero per tutti nel centrodestra lombardo, anche nelle posizioni istituzionali di maggior rilievo.

I filoni di indagine aperti sono molteplici e coinvolgono o in qualche modo riguardano consiglieri, assessori e dirigenti regionali di alto livello. E poi anche amici e parenti stretti.

Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura. Ma da subito occorre rilevare il dato politico: Formigoni, la sua Giunta, la sua maggioranza e la loro azione di governo non hanno più alcuna credibilità, progressivamente minata e a questo punto frantumata da una sequenza di inchieste impressionante.

A breve, per esempio, Regione Lombardia dovrà legiferare sulle cave. Viene da chiedersi, a fronte di quanto sta emergendo, con quale legittimità possa farlo. E il discorso vale ugualmente per tutto il resto, dal piano casa ai provvedimenti nel settore socio-sanitario.

Non è più accettabile alcuna mediazione. Non ci si può accontentare della rinuncia a un ruolo. Perché in discussione ci sono l’onorabilità e l’attendibilità dell’istituzione tutta.

Le ombre sono ormai troppe e troppo dense. Formigoni, peraltro sostenuto da un’alleanza che a livello nazionale non esiste più, ne prenda atto. E la parola torni agli elettori

La secessione di Formigoni

Siamo al paradosso di un’alleanza talmente solida che, per dimostrarlo, ha bisogno di nascondersi dietro la clamorosa propaganda della secessione.

Cos’altro dire a proposito delle dichiarazioni congiunte del presidente Formigoni e del vicepresidente Gibelli sulla tenuta dell’asse Pdl e Lega dopo gli stravolgimenti nazionali?
Di fronte all’uno che parla della possibilità di separazione del Nord come ‘idem sentire di una fascia molto consistente della popolazione’ e all’altro che lo insegue paventandola come ‘rischio se la Lombardia fosse in qualche modo penalizzata’, ci sarebbe da ridere. [Read more...]