La lettera – I seienni scrivono al premier e al ministro del Lavoro

La lettera dei ventenni al premier Mario Monti, il cui primo firmatario siede nel CdA della Bocconi insieme al professor Mario Monti, pubblicata oggi sulle pagine del Corsera, sta suscitando davvero molte reazioni.

Nella tarda mattinata, abbiamo ricevuto in copia conoscenza un interessante contributo sul tema, ugualmente indirizzato al Presidente del Consiglio, altrettanto spontaneo ma molto più sincero e vissuto dell’originale.

È una lettera di seienni, figli di impiegati, operai e precari, che provano a spiegare il lavoro e i diritti (negati) da acuti osservatori della vita di mamma e papà. [Read more...]

Fattore famiglia: una legge iniqua

Con un blitz notturno, il Consiglio regionale ha approvato la legge sul fattore famiglia.
Una legge sperimentale, che riguarderà per ora solo 15 comuni.
Una legge che serve alla propaganda di Formigoni per la visita del papa a maggio e dalla natura fortemente ideologica.
Insomma una legge dai risvolti pericolosi.

Si tratta dell’introduzione di un nuovo sistema che supera l’ISEE premiando le famiglie numerose.
Ma noi ci chiediamo se sia questo il modo di affrontare le fragilità e le difficoltà delle famiglie.
In realtà si creano molte distorsioni: le famiglie oggi sono articolate e il sostegno dev’essere dato a chi rientra in determinati parametri economici.

Una madre single con un figlio può essere più fragile di una famiglia con padre, madre e quattro figli.
Abbiamo però la speranza che venga impugnata dal governo visto che nell’art. 5 della manovra “salva-Italia” l’esecutivo si impegna a revisionare l’ISEE entro la fine di maggio, per rendere questo strumento più equo e omogeneo.

Questa modifica nazionale di fatto vanifica ogni atto regionale.

Legge Harlem: per colpire i negozi etnici si limitano concorrenza e sviluppo

Un’altra vergogna della propaganda leghista contro gli immigrati, realizzata con la compiacenza di un Pdl piegato dalle minacce di Bossi a Formigoni, nonostante la rumorosa assenza dell’assessore alla partita per buona parte della seduta.

Il cosiddetto “Harlem” è legge. Una legge pesantemente discriminatoria, contro la quale ci siamo battuti con l’ostruzionismo e che ha sollevato alcuni mal di pancia nella stessa maggioranza perché per colpire gli esercizi commerciali etnici limita di fatto la libertà di concorrenza e lo sviluppo delle attività economiche.

D’ora in avanti, chi sta dietro un bancone dovrà dimostrare di conoscere l’italiano o, in caso contrario, sostenere corso e prova d’esame. Un iter differenziato che evidenzia la volontà di ostacolare alcuni esercenti in particolare. Esattamente come l’opzione assegnata ai Comuni di vietare nuove aperture che comportino addensamenti di negozi extracomunitari in una medesima zona. [Read more...]

La Val di Susa non è un problema di ordine pubblico.

image Questa mattina ho incontrato anche alcuni dei ragazzi arrestati giovedì scorso nell’ambito dell’indagine torinese sulle mobilitazioni No TAV dell’estate.

Fatta salva l’indiscutibile autonomia della magistratura mi sembra di poter dire che le modalità di questa operazione, come del resto ha rilevato anche l’ex magistrato Livio Pepino, rischiano davvero di criminalizzare un intero movimento, e cioè larga parte della popolazione di un’intera valle: cittadini italiani impegnati in una battaglia per la salvaguardia del territorio.

In questo senso quanto avvenuto mi preoccupa. Perché la sensazione è che si prosegua nell’affrontare la vicenda delle legittime contestazioni all’Alta velocità in Val di Susa come una questione di ordine pubblico. Quando invece si tratta di tutt’altro.

A maggior ragione oggi, dopo questa visita.

La carcerazione preventiva, non obbligatoria per i reati contestati, risulta infatti incomprensibile. L’auspicio è quindi che queste persone siano messe al più presto nella condizione di difendersi dalle accuse in stato di libertà.

188 donne per la legge 188

188 donne del sindacato, dell’informazione, della cultura, della politica, delle istituzioni, della società civile, hanno aderito all’appello contro la pratica, diffusissima delle dimissioni in bianco: la lettera di dimissioni fatta firmare alle ragazze soprattutto, ma anche ai ragazzi , alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri, al momento dell’assunzione. Una firma senza data, così da poter tessere tirata fuori al momento buono:una lunga malattia, un incidente, un matrimonio,soprattutto una gravidanza in modo da liberarsi di quella persona senza problemi.

Dimissioni in bianco è una specie di parola magica che fa scattare oggi immediatamente una reazione indignata di donne e uomini che vogliono difendere lo Stato di Diritto, la libertà e la dignità delle donne,il valore del lavoro. È l’ora di riavere quella norma di civiltà, tolta con il primo atto del Governo Berlusconi.

In questi giorni le 188 firmatarie hanno chiesto un incontro alla ministra Fornero per
il ripristino immediato di una legge di civiltà che ha a che fare con lo Stato di diritto oltre che con la dignità delle persone, con il valore del lavoro, con la libertà delle donne che solo uno spirito illiberale può contrapporre alla maternità.

Una richiesta urgente del ripristino della legge 188, per il suo significato simbolico, per la sua efficacia, per la sua semplicità, per la sua nettezza.