Emergenza carceri: bene l’istituzione della commissione speciale

È stata una discussione proficua quella di oggi sull’emergenza carceri. Perché si è preso finalmente atto di quanto il problema riguardi anche la Regione. E soprattutto perché il Consiglio si è impegnato a costituire una Commissione speciale per l’adozione di un Piano regionale sulla condizione carceraria.

La questione rappresenta un tema di fondamentale importanza e un indicatore primario di qualità della democrazia.

Il nostro Paese è stato più volte condannato dagli organismi europei non solo per la durata dei processi, ma anche per il trattamento inumano e degradante dei detenuti.

Le nostre carceri sono sovraffollate, quelle lombarde più di tutte. In una escalation che non è affatto proporzionata ai tassi di criminalità.

E’ la conseguenza di leggi come la Fini-Giovanardi e la Bossi-Fini, che hanno portato in cella l’una i consumatori di droga insieme agli spacciatori e l’altra i clandestini, trasformando il loro status di irregolarità amministrativa in reato.

E così scoppiano. Al loro interno si vivono condizioni che ledono i diritti fondamentali della persona, che allontanano la detenzione dal compito affidatole dalla Costituzione, che tagliano i legami familiari e relazionali a chi sconta una pena spesso forzatamente lontano dal suo territorio d’origine.

Occorrono interventi urgenti e non più derogabili. Certamente a livello nazionale, ma con un’assunzione di responsabilità anche da parte della Regione. Che oggi in Aula ha provato a fare la sua parte votando una serie di impegni importanti e concreti a partire, oltre alla Commissione, dalla stabilizzazione di alcuni progetti positivi come quello degli agenti di rete

Bruno fuori dalla rai e dalla civiltà

“L’omosessualità è anormalità”
“Siamo nel campo, quando la omosessualità non viene scelta volutamente, di anormalità funzionali essendo il sesso volto naturalmente alla procreazione. L’omosessuale [...] è nella stessa situazione, dal punto di vista concettuale, di chi è handicappato, sordo o cieco. Per queste categorie, con una certa ipocrisia si dice diversamente abili, non vedenti e simili. Il gay è diversamente orientato per la sessualità e quel diversamente la dice lunga sulla normalità”.

Sono le parole usate da Francesco Bruno sul blog Pontifex per difendere, Giuseppe Ripa, ex assessore alla Mobilità del Comune di Lecce dimessosi dopo aver insultato il governatore della Puglia, Nichi Vendola.

Bisognerebbe chiedersi come sia possibile che persone che negano l’evidenza dei fatti (la stessa Organizzazione mondiale della Sanità ha chiarito, che a proposito di omosessualità, non si debba parlare di malattia) possano formare le nuove generazioni, da cattedre universitarie.
Tantopiù bisognerebbe chiedersi come sia concesso loro di diffondere queste farneticazioni attraverso il mezzo televisivo, a maggior ragione attraverso il servizio pubblico.

Una via per Anna Politkovskaja

Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja, giornalista famosa in tutto il mondo per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia, viene assassinata a Mosca nell’ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando.

Non dimenticare quella storia, quell’esempio, il sacrificio di una donna coraggiosa è un dovere. Perché la violazione dei diritti umani è qualcosa che ferisce tutti, indipendentemente dalla nazionalità. Perché la libertà di stampa è un pilastro della democrazia, e noi in Italia dopo quasi un ventennio di berlusconismo ne sappiamo qualcosa. [Read more...]

Una buona legge.

Interno casa circondariale di BergamoLa legge regionale 8 del 2005 è una buona legge.

Con essa Regione Lombardia ha avviato la sperimentazione di un nuovo progetto, delineando la figura dell’Agente di rete.
Il compito di questo operatore dovrebbe essere quello di fungere da raccordo tra l’interno del carcere e l’ambiente esterno a esso, laddove avverrà il reinserimento sociale del detenuto.

La Regione ha lasciato un notevole grado di autonomia alle varie istituzioni carcerarie nella realizzazione di questo progetto, giunto a risultati assai variegati nelle diverse realtà. L’esperienza della Casa Circondariale di Bergamo in particolare ha dato buon esito, attraverso tre micro progetti, la cui riuscita è stata conclamata tanto da dar luogo a una riconferma bipartisan della sperimentazione per il secondo triennio consecutivo.

Oggi però quella buona sperimentazione rischia di terminare. Se, infatti gli enti locali bergamaschi hanno già rifinanziato il progetto per il 2012, Regione Lombardia ancora non ha dato alcun segno della sua volontà.
Rimarrebbe così una buona legge, ma senza soldi: insomma solo sulla carta

Per questo insieme a Maurizio Martina, Mario Barboni, Gian Antonio Girelli, Sara Valmaggi, Gabriele Sola ho presentato un’interrogazione a riguardo.

La legalità e il carcere illegale

È stucchevole come il problema delle carceri venga affrontato, in maniera strumentale, solo quando a rischiare di finirci è il potente di turno, sia esso il ministro, il deputato o il faccendiere di turno.
È stucchevole che ci si indigni (giustamente) per quello che succede nelle nostre carceri in Afghanistan ma non per quello che succedere nelle carceri italiane. [Read more...]