Un po’ di medioevo e molta, molta ipocrisia.

L’approvazione in Commissione Bilancio del progetto di legge della Lega Nord che obbliga all’esposizione del crocifisso nei locali di Regione Lombardia segna un ulteriore passo in avanti nel campo di quel feticismo religioso, che preferisce icone da martellare al muro piuttosto che valori da esercitare.

Potremmo sintetizzare così: un po’ di medioevo e molta, molta ipocrisia.

Il pdl approderà in Aula per il voto definitivo martedì 25 settembre. E lì condurremo la nostra battaglia sostenuti dal principio di laicità dello Stato sancito dalla Costituzione

Caro Formigoni, il padrone non è lei

Regione Lombardia donerà due milioni di euro come contributo per l’incontro mondiale delle famiglie, o meglio regalerà.
Lo apprendiamo a cose fatte dai giornali, come ormai è abitudine per Formigoni.

Si tratta di una cifra spropositata in assoluto ma ancora più intollerabile oggi in un momento di tagli draconiani.

Cosa bisognerebbe dire, poi, della concessione di un piano della sede della Regione alla Fondazione Milano Famiglie che organizza e gestisce l’evento? [Read more...]

Boni e La Russa hanno perso l’ennesima occasione per tacere.

Ancora una volta, di fronte a una questione così importante come quella del dialogo tra comunità religiose, non riescono a fare altro che usare parole di dileggio: evidentemente non riescono a comprendere né il tema né la nuova stagione di dialogo iniziata a Milano dalla Giunta Pisapia.

In tutta onestà, non stupisce che la presenza del vicesindaco Guida alla chiusura del Ramadan presso la comunita islamica di viale Padova, abbia trovato nel Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia e nell’Assessore della Giunta Formigoni reazioni così scomposte. Del resto, i problemi di convivenza con “luoghi di culto islamici improvvisati” sono stati causati dalla inerzia e dalla contrarietà delle precedenti giunte di centro destra nel voler affrontare il tema. [Read more...]

Telefilm Festival troppo hard? E la Minetti?

Regione Lombardia ha tolto il patrocinio al Telefilm Festival di Milano a causa di una frase utilizzata per la presentazione di una serie francese, ‘lacerante ritratto a sfondo porno di una famiglia sull’orlo di una crisi di nervi’. [Read more...]

Il collegato è un polpettone

Il collegato approvato in Aula è un polpettone che condensa in un unico provvedimento troppi temi sui quali sarebbero necessarie leggi organiche. A partire, per esempio, dalla questione dei periodi di studio all’estero per i giovani che avrebbe bisogno di essere affrontata in una prospettiva ben più ampia, non inserita in una normativa sull’immigrazione con la quale ha davvero poco a che fare.

Il nostro lavoro, comunque, si è in particolar modo concentrato sulle modifiche alla legge di governo del territorio. Invano, abbiamo tentato di impedire che venissero introdotti in una norma urbanistica principi discrezionali, come il rispetto della sicurezza urbana, o addirittura desueti come quello del decoro, nell’individuazione delle destinazioni d’uso degli immobili. E anche riferimenti ambigui a edifici per “associazioni, società o comunità di persone in qualche modo riconducibili alla religione”, concetto aperto alla più libera interpretazione, con il rischio di ricadute sulla finanza pubblica considerati gli sgravi fiscali di cui già le strutture religiose godono.

Ma soprattutto, nel ribadire le critiche all’impianto della legge 12, abbiamo voluto sottolineare come occorra una riflessione sullo strumento del Pgt, visto che solo un terzo dei Comuni è finora riuscito ad approvarlo e che siamo al terzo slittamento dei termini. Non eravamo d’accordo sullo spostamento della scadenza per i piani attuativi al prossimo 31 dicembre, onde evitare ritardi dovuti a inerzie o, perché no, a ragioni interessate e riteniamo un nostro risultato significativo la mediazione ottenuta sul 30 settembre.

Infine, su tutt’altro tema inserito in questo corposo collegato, ci prendiamo un’ulteriore piccola, ma importante soddisfazione. Quella di essere riusciti a escludere, con un nostro emendamento, l’estensione del vitalizio ai sottosegretari di Formigoni, che, in quanto figure “coadiuvanti” non elette, hanno chiaramente diritto a un’indennità, ma di certo a nulla più. Anche perché siamo convinti che occorrerebbe un ragionamento più generale sull’opportunità del vitalizio per gli stessi consiglieri