La lettera – I seienni scrivono al premier e al ministro del Lavoro

La lettera dei ventenni al premier Mario Monti, il cui primo firmatario siede nel CdA della Bocconi insieme al professor Mario Monti, pubblicata oggi sulle pagine del Corsera, sta suscitando davvero molte reazioni.

Nella tarda mattinata, abbiamo ricevuto in copia conoscenza un interessante contributo sul tema, ugualmente indirizzato al Presidente del Consiglio, altrettanto spontaneo ma molto più sincero e vissuto dell’originale.

È una lettera di seienni, figli di impiegati, operai e precari, che provano a spiegare il lavoro e i diritti (negati) da acuti osservatori della vita di mamma e papà. [Read more...]

Legge Harlem: per colpire i negozi etnici si limitano concorrenza e sviluppo

Un’altra vergogna della propaganda leghista contro gli immigrati, realizzata con la compiacenza di un Pdl piegato dalle minacce di Bossi a Formigoni, nonostante la rumorosa assenza dell’assessore alla partita per buona parte della seduta.

Il cosiddetto “Harlem” è legge. Una legge pesantemente discriminatoria, contro la quale ci siamo battuti con l’ostruzionismo e che ha sollevato alcuni mal di pancia nella stessa maggioranza perché per colpire gli esercizi commerciali etnici limita di fatto la libertà di concorrenza e lo sviluppo delle attività economiche.

D’ora in avanti, chi sta dietro un bancone dovrà dimostrare di conoscere l’italiano o, in caso contrario, sostenere corso e prova d’esame. Un iter differenziato che evidenzia la volontà di ostacolare alcuni esercenti in particolare. Esattamente come l’opzione assegnata ai Comuni di vietare nuove aperture che comportino addensamenti di negozi extracomunitari in una medesima zona. [Read more...]

Legge crescita: no alla contrattazione di secondo livello in deroga e al reclutamento locale degli insegnanti

Il progetto di legge per la crescita approvato dalla Giunta regionale è un testo molto complesso che riguarda svariati argomenti e che andrà analizzato nel dettaglio di ogni sua piega. Ma già a caldo è possibile e necessario fare alcune considerazioni, almeno su due punti.

È certamente un passo avanti il fatto che nella versione finale non ci sia più alcun riferimento esplicito all’articolo 18 e all’ipotesi di indennizzo in cambio della rinuncia a far valere i propri diritti se licenziati. Una prima vittoria importante, ascrivibile soprattutto alla Cgil che ha da subito contrastato questo passaggio, denunciandone la gravità.

Resta tuttavia nel nuovo articolato l’insistenza sulle contrattazioni di secondo livello con la possibilità di non meglio precisate deroghe agli accordi nazionali e perciò il rischio concreto che si determinino condizioni contrattuali peggiorative e si costruisca nei fatti un mercato del lavoro al ribasso.

E poi c’è il capitolo della scuola. Il reclutamento degli insegnanti, già a partire dal prossimo anno, attraverso concorsi differenziati promossi dai singoli istituti e i cui criteri saranno stabiliti dalla stessa Giunta rappresenta il tentativo – del resto caro sia al Formigoni fautore della libera scelta sia alla Lega secessionista – di scardinare il sistema di istruzione nazionale. Una proposta che configura evidenti tratti di incostituzionalità e che dà per di più adito a scelte discrezionali in barba alle graduatorie, determinando una sorta di raccomandazione istituzionalizzata.

Nei prossimi giorni il progetto di legge arriverà in Consiglio: saremo pronti a tradurre il nostro netto dissenso su questi punti in emendamenti migliorativi.

188 donne per la legge 188

188 donne del sindacato, dell’informazione, della cultura, della politica, delle istituzioni, della società civile, hanno aderito all’appello contro la pratica, diffusissima delle dimissioni in bianco: la lettera di dimissioni fatta firmare alle ragazze soprattutto, ma anche ai ragazzi , alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri, al momento dell’assunzione. Una firma senza data, così da poter tessere tirata fuori al momento buono:una lunga malattia, un incidente, un matrimonio,soprattutto una gravidanza in modo da liberarsi di quella persona senza problemi.

Dimissioni in bianco è una specie di parola magica che fa scattare oggi immediatamente una reazione indignata di donne e uomini che vogliono difendere lo Stato di Diritto, la libertà e la dignità delle donne,il valore del lavoro. È l’ora di riavere quella norma di civiltà, tolta con il primo atto del Governo Berlusconi.

In questi giorni le 188 firmatarie hanno chiesto un incontro alla ministra Fornero per
il ripristino immediato di una legge di civiltà che ha a che fare con lo Stato di diritto oltre che con la dignità delle persone, con il valore del lavoro, con la libertà delle donne che solo uno spirito illiberale può contrapporre alla maternità.

Una richiesta urgente del ripristino della legge 188, per il suo significato simbolico, per la sua efficacia, per la sua semplicità, per la sua nettezza.

Gibelli dixit

L’Assessore Gibelli sostiene che stiamo dalla parte dei lavoratori per qualche voto in piu’.
Sostiene inoltre che c’e una strategia di Regione Lombardia per superare definitivamente la crisi.
Ora capiamo perché sostenga anche che la padania esiste.