Bossi dov’era negli ultimi 20 anni?

Le parole di Bossi contro Formigoni arrivano fuori tempo massimo e sono assolutamente non credibili. Da troppi anni la Lega condivide il governo della Lombardia con il Pdl.

Le truppe di Bossi al Pirellone si spartiscono posti e potere allo stesso modo dei loro colleghi del partito di Berlusconi. Si sono bevuti il listino del Presidente nonostante l’imposizione di Nicole Minetti. Hanno votato per Nicoli Cristiani alla vicepresidenza del Consiglio. Hanno salvato Ponzoni nel suo incarico nell’Ufficio di Presidenza votando già l’anno scorso contro la richiesta di dimissioni presentata dalle opposizioni. Hanno svenduto l’acqua pubblica in cambio di qualche poltrona in più nella sanità. E questi sono solo alcuni esempi.

Di che parla allora Bossi? La Lega è protagonista attiva da quasi un ventennio di quel governo regionale che oggi improvvisamente critica. E non le permetteremo certo di sottrarsi alle proprie responsabilità.

Formigoni e tutta la sua maggioranza si arrendano all’evidenza dei fatti. La loro permanenza al vertice della Lombardia non è più opportuna: si dimettano e restituiscano la parola ai cittadini

Beato il paese che non ha bisogno di eroi

Oggi sarebbe stato il settanduesimo compleanno di Paolo Borsellino.

Ricordarlo oggi, in un paese che guarda alla tragedia del Concordia per costruirsi eroi normali dimenticandosi delle vittime e in una regione dove il problema non è un sistema corrotto e infiltrato dalla mafia ma quando Formigoni chiuderà la sua carriera, ha un gusto un po’ amaro.

Ma voglio ricordarlo lo stesso perché purtroppo il nostro paese ha ancora bisogno di eroi, quelli veri, quelli che hanno dato la loro vita per permetterci di continuare a combattere e andare avanti.

Arresto Ponzoni: Formigoni nega l’evidenza

Il sistema di potere formigoniano, alla guida di Regione Lombardia da oltre vent’anni, ha prodotto una classe dirigente che non è all’altezza né tantomeno ha lo spessore etico necessario per gestire la delicatissima fase di avvicinamento a Expo 2015.

Torniamo oggi a ribadirlo con forza, dopo che Formigoni, ancora una volta, ha avuto la spudoratezza di sostenere che non esista una questione morale.

Le sue dichiarazioni – tanto nervose da cedere allo stile berlusconiano contro la ‘sinistra giustizialista’ e ‘la stampa che racconta menzogne’ – risultano a dir poco imbarazzanti per come negano l’evidenza.

Il presidente e la sua maggioranza hanno un problema politico enorme, che travalica le responsabilità penali. In troppi configurano situazioni tali da renderli inopportuni. Che un ex-assessore ora consigliere regionale venga arrestato e ci sia da chiedersi per quale dei tanti provvedimenti a suo carico, non è normale per una Regione che voglia considerarsi civile.

E allora non c’è margine di trattativa. Le dimissioni di Ponzoni dall’Ufficio di presidenza del Consiglio non risolvono il punto. Sono il minimo e arrivano con mesi di ritardo. Di fronte a un presidente e a un listino eletti con firme false e a un numero spropositato di consiglieri, assessori, figure di nomina regionale e uomini di potere vicinissimi a Formigoni stesso arrestati, indagati o comunque coinvolti in indagini giudiziarie resta una sola via d’uscita: restituire la parola ai cittadini lombardi. Subito

Boni pensi alla mafia, non a Saviano

Roberto Saviano, con la sua parola coraggiosa e con la sua vita blindata, ha dato e continua a dare un contributo importante all’intero Paese e quindi anche a Milano.

Le dichiarazioni di Davide Boni contro il riconoscimento della cittadinanza onoraria allo scrittore campano risultano davvero sgradevoli e stonate, soprattutto in considerazione dell’incarico che riveste.

La sua posizione non può certamente essere e non è quella del Consiglio Lombardo.

In una regione e in una città dove le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto sociale, economico e politico si fanno sempre più consistenti, un esempio di forza e coerenza come quello di Saviano, che ha l’autorevolezza di chi ci ha messo la faccia pagandone le conseguenze in prima persona, è un faro per le tante e i tanti cittadini anche qui impegnati nella lotta alle mafie.

Boni ha pesantemente sbagliato, nel metodo oltre che nel merito. Chiediamo ora che precisi pubblicamente di aver parlato a titolo personale e che assicuri la presenza convinta del Consiglio regionale alla cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria programmata per mercoledì prossimo.

Dieci domande per Formigoni

Caro Presidente Formigoni,

appreso che lunedì sarà presente in Aula per riferire sulle circostanze che hanno portato all’arresto del vicepresidente del Consiglio Nicoli Cristiani e considerato che di norma i suoi interventi su qualsiasi tema si riducono a relazioni conclusive senza alcuna possibilità di confronto, abbiamo preparato in anticipo dieci domande per facilitarle il compito di chiarire ogni aspetto politico della vicenda. Le lasciamo tutto il tempo per ponderarle. Aspettandoci, naturalmente, risposte esaustive. [Read more...]