Le parole di Bossi contro Formigoni arrivano fuori tempo massimo e sono assolutamente non credibili. Da troppi anni la Lega condivide il governo della Lombardia con il Pdl.
Le truppe di Bossi al Pirellone si spartiscono posti e potere allo stesso modo dei loro colleghi del partito di Berlusconi. Si sono bevuti il listino del Presidente nonostante l’imposizione di Nicole Minetti. Hanno votato per Nicoli Cristiani alla vicepresidenza del Consiglio. Hanno salvato Ponzoni nel suo incarico nell’Ufficio di Presidenza votando già l’anno scorso contro la richiesta di dimissioni presentata dalle opposizioni. Hanno svenduto l’acqua pubblica in cambio di qualche poltrona in più nella sanità. E questi sono solo alcuni esempi.
Di che parla allora Bossi? La Lega è protagonista attiva da quasi un ventennio di quel governo regionale che oggi improvvisamente critica. E non le permetteremo certo di sottrarsi alle proprie responsabilità.
Formigoni e tutta la sua maggioranza si arrendano all’evidenza dei fatti. La loro permanenza al vertice della Lombardia non è più opportuna: si dimettano e restituiscano la parola ai cittadini

Il sistema di potere formigoniano, alla guida di Regione Lombardia da oltre vent’anni, ha prodotto una classe dirigente che non è all’altezza né tantomeno ha lo spessore etico necessario per gestire la delicatissima fase di avvicinamento a Expo 2015.
Roberto Saviano, con la sua parola coraggiosa e con la sua vita blindata, ha dato e continua a dare un contributo importante all’intero Paese e quindi anche a Milano.
