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CIE di via Corelli: io cacciata via a forza

La rivolta nel di via Corelli è scoppiata mentre, con tre esponenti dell’Arci, ero in visita al centro. Immediatamente ci hanno impedito di verificare cosa stesse succedendo e addirittura siamo stati cacciati via a forza, riuscendo a vedere soltanto l’arrivo di numerosi blindati della polizia e dei carabinieri in tenuta antisommossa.

Un fatto grave, che ritengo lesivo delle mie competenze di consigliere regionale di poter liberamente accedere alla struttura per controllare quanto accade. Tanto più che, finché il nostro giro di ispezione ha potuto avere luogo, ci è toccato rilevare la stessa drammatica situazione già riscontrata a marzo.

Sia per quanto riguarda gli aspetti gestionali che le modalità di trattamento, nel Cie di via Corelli si calpesta quotidianamente la dignità delle persone che lì si trovano rinchiuse in condizioni sicuramente peggiori di un carcere.

Credo che tutto ciò sia inaccettabile, anche alla luce della recente sentenza dell’Ue che ha definito il reato di clandestinità introdotto da Lega e Pdl contrario alle direttive europee in materia.

E sull’episodio odierno, mi sembra indegno di un Paese civile nascondere vicende nelle quali peraltro è in gioco il rispetto dei diritti costituzionali degli individui agli occhi di chi, in rappresentanza dei cittadini, è chiamato a vigilare

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