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Cie luogo dei diritti negati.

A differenza di quanto annunciato dalla ministro Cancellieri, la notizia diffusa da Redattore sociale sull’accesso al Cie di via Corelli negato dalla Prefettura a una giornalista che ne aveva fatto richiesta dimostra come il Centro di identificazione ed espulsione si mantenga un luogo per nulla trasparente, sottratto più di un carcere a visite di esterni.

Lì dentro i diritti non contano e persone che non hanno commesso reati sono trattenute in condizioni inaccettabili e lesive della dignità umana.

Per questo risultano ancor più gravi le motivazioni al rifiuto espresse dalla Prefettura.

A provocare rivolte sono le drammatiche condizioni in cui i migranti rinchiusi si trovano costretti a vivere, non l’ingresso di chi ha il diritto e il dovere di documentarle.

Ci appelliamo dunque a tutte le forze democratiche per rilanciare una grande mobilitazione sulla vicenda, chiedendo la chiusura di questi centri inaccettabili per un Paese che voglia definirsi civile.

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