permalink

0

Criminalizzare non è la via per la sicurezza

Telecamere e sicurezza

Dopo i test antidroga per insegnanti e medici, ora arrivano le telecamere nelle residenze per anziani e in quelle per disabili. A me sembra che in questo modo si ottenga soltanto di criminalizzare a prescindere un’altra intera categoria di ottimi professionisti, strumentalizzando casi drammatici e criminali di maltrattamenti in nome di una prevenzione che non si realizza certo con la videosorveglianza, peraltro limitata dalle leggi sulla privacy e sul rispetto dei lavoratori.

Un milione e 400 mila euro sono una cifra molto consistente e stanziarla per le telecamere con la scusa di garantire elevati standard di qualità dei servizi offerti suona proprio stonato.

Se davvero si avessero a cuore i livelli qualitativi, e anche la sicurezza, occorrerebbe intervenire su altri aspetti, a partire da un riconoscimento vero delle competenze oltre che dei rischi professionali e di burnout connessi. Ci sono operatori molto qualificati di cooperative sociali che vengono retribuiti 9 euro all’ora: forse servirebbe un ragionamento politico, non soldi pubblici per installare due telecamere nei corridoi.

Lascia un Commento