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Da Maroni insostenibile demagogia su emergenza abitativa

Emergenza Casa

Sulla casa Maroni fa della demagogia intollerabile, a fronte dell’incapacità di Regione Lombardia di dare risposte all’emergenza abitativa. Nessun referendum potrebbe consegnare nelle mani del presidente più competenze sulla sicurezza che è materia di legislazione esclusiva dello Stato. E nessuna maggiore autonomia in tema di edilizia residenziale pubblica potrebbe coprire la grave responsabilità dei mancati investimenti di questi anni.

Il sistema disegnato da questo centrodestra per autosostenersi attraverso i canoni e le alienazioni è fallimentare: senza un adeguato stanziamento del bilancio regionale per l’abitare pubblico non si può andare avanti. Ed è davvero paradossale incolpare gli immigrati, che a Milano e provincia rappresentano soltanto l’11% degli assegnatari, come da numeri forniti dallo stesso assessore Sala, in linea con la loro presenza in Lombardia. Mentre è inutile cambiare i criteri per le graduatorie con un regolamento quando il problema a monte è la scarsità di case.

Anziché straparlare di sgomberi, Maroni pensi a investire risorse per ampliare il patrimonio abitativo e offrire un vero servizio di welfare: non servono farlocche consultazioni popolari, basta la volontà politica. Questa sconosciuta.

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