permalink

0

Democrazia? Vabbuò…

In questi giorni si discute molto delle riforme che ridisegneranno le istituzioni in Italia e il nostro modo di essere cittadini e di concorrere alle scelte del nostro Paese: dall’abolizione delle province e l’istituzione (speriamo) della città metropolitana, alla riforma costituzionale di Camera e Senato, fino alle leggi elettorali regionali e nazionali.

In queste discussioni, o almeno in ciò che trapela dai giornali, pare che i criteri utilizzati dai politici o tecnici in carica siano quelli di una maggiore efficienza e del taglio dei costi: principi nobilissimi e assolutamente legittimi. Tuttavia pochi pongono attenzione a ciò che dovrebbe essere il faro di ogni scelta sulla struttura istituzionale: la democrazia e la rappresentanza dei cittadini.

Nella legge elettorale è giusto alzare ulteriormente gli sbarramenti già previsti al 4% per la Camera e all’8% per il Senato? È una semplificazione? Certo, ma ciò significherebbe escludere dal Parlamento forze politiche consistenti e vanificare il voto di milioni di cittadini.
È giusto non prevedere le preferenze e in particolare quella doppia uomo-donna?

Un altro esempio: per superare il bicameralismo perfetto si pensa ad una riforma del Senato come Camera delle Regioni. Fin qui tutto bene, ma ha senso che i nuovi senatori, anziché essere eletti dal popolo, siano espressi dai Consigli Regionali? Non credo.

Indubbiamente queste sarebbero ulteriori riduzioni dello spazio democratico.

Mi rendo conto che oggi sembrano temi poco importanti, ma se li colleghiamo alle politiche liberistiche che in campo economico si affermano in tutti i continenti, vediamo che si sta preparando un futuro di cui aver paura.

Lascia un Commento