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Dimissioni Pezzano: da Formigoni accuse così infondate da suonare ridicole

Dopo lo scaricabarile dell’assessore Bresciani che sottolinea la sua estraneità all’indicazione del direttore dell’Asl Milano 1, puntuale arriva l’attacco di Formigoni alle opposizioni, colpevoli a suo dire di deriva giustizialista.

Nulla di più lontano dalla verità. Sel ha un profilo garantista e, anche personalmente, mai mi permetterei di mettere in discussione il principio della presunzione di innocenza. Il punto è tutt’altro e sembra che il nostro Presidente proprio non lo voglia capire.

Di fronte alla documentata pervasività delle infiltrazioni mafiose nel tessuto socio-economico e nella pubblica amministrazione della Lombardia, riteniamo che a tutela delle istituzioni occorra sgomberare il campo da qualunque opacità.

L’iter giudiziario, che dovrà naturalmente fare il suo corso, è altra cosa. Ciò che occorre – e che ieri abbiamo ottenuto per un mero errore di calcolo sul numero legale da parte del centrodestra – è l’assunzione di responsabilità e trasparenza da parte di chi è stato eletto dai cittadini.

E questo – come continuo a sostenere e denunciare – vale per Pezzano, quanto per gli altri vari esponenti del Consiglio, della Regione e degli enti controllati che sono a vario titolo coinvolti nelle maxi inchieste sulla ‘ndrangheta o in altre compromettenti vicende e che ciononostante mantengono ruoli e incarichi.

Ritengo che prima dell’indipendente percorso della giustizia, quando si parla di rappresentanza pubblica, venga un altro concetto: quello di opportunità politica e di esemplarità delle istituzioni. Ci piacerebbe che prima o poi Formigoni, finora silente rispetto alle molte ombre che ancora aleggiano sul Pirellone, lo facesse proprio. Evitando invece di lanciare accuse tanto infondate da suonare persino ridicole

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