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Domani in Consiglio: MaVib e legge sulla memoria

La vicenda delle lavoratrici Mavib, esplicitamente licenziate in quanto donne, ha superato ogni limite. Credo che le istituzioni non possano restare indifferenti di fronte a una discriminazione così spudorata e che siano chiamate a dare un segnale forte.
È questo il senso dell’interrogazione che ho presentato giovedì scorso e che discuteremo domani in Aula.
Il Presidente Formigoni dovrà dirci se e quali provvedimenti saranno adottati dalla Regione a tutela della dignità delle lavoratrici, assicurando loro il sostegno, nel caso anche in via giudiziaria.
In una situazione del genere, non può certo bastare la censura di quanto accaduto né tantomeno una generica solidarietà. Soprattutto da parte di chi può – e deve – intraprendere azioni ben più concrete.

Domani in Consiglio parleremo anche di antifascismo. Perché troppe iniziative del centrodestra a livello nazionale – dal riconoscimento giuridico per tutte le organizzazione combattentistiche all’abolizione del divieto di ricostituzione del partito fascista, passando per la commissione parlamentare d’inchiesta sui “crimini” dei partigiani e per quella sull’”imparzialità” dei libri di storia – vanno a scalfire i fondamenti della nostra democrazia.

La richiesta che rivolgo a maggioranza e opposizione è quella di impegnare la Giunta, in nome della storia della nostra regione e del suo contributo alla Liberazione dell’Italia, a stigmatizzare questo insieme di proposte legislative e a dare finalmente attuazione, con i relativi finanziamenti, alla legge bipartisan sulla memoria approvata l’anno scorso.

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