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Emergenza carceri: bene l’istituzione della commissione speciale

È stata una discussione proficua quella di oggi sull’emergenza carceri. Perché si è preso finalmente atto di quanto il problema riguardi anche la Regione. E soprattutto perché il Consiglio si è impegnato a costituire una Commissione speciale per l’adozione di un Piano regionale sulla condizione carceraria.

La questione rappresenta un tema di fondamentale importanza e un indicatore primario di qualità della democrazia.

Il nostro Paese è stato più volte condannato dagli organismi europei non solo per la durata dei processi, ma anche per il trattamento inumano e degradante dei detenuti.

Le nostre carceri sono sovraffollate, quelle lombarde più di tutte. In una escalation che non è affatto proporzionata ai tassi di criminalità.

E’ la conseguenza di leggi come la Fini-Giovanardi e la Bossi-Fini, che hanno portato in cella l’una i consumatori di droga insieme agli spacciatori e l’altra i clandestini, trasformando il loro status di irregolarità amministrativa in reato.

E così scoppiano. Al loro interno si vivono condizioni che ledono i diritti fondamentali della persona, che allontanano la detenzione dal compito affidatole dalla Costituzione, che tagliano i legami familiari e relazionali a chi sconta una pena spesso forzatamente lontano dal suo territorio d’origine.

Occorrono interventi urgenti e non più derogabili. Certamente a livello nazionale, ma con un’assunzione di responsabilità anche da parte della Regione. Che oggi in Aula ha provato a fare la sua parte votando una serie di impegni importanti e concreti a partire, oltre alla Commissione, dalla stabilizzazione di alcuni progetti positivi come quello degli agenti di rete

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