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Espulsioni? Dimissioni casa per casa

I fatti avvenuti sabato sera a Milano in via Padova sono la conferma del fallimento della legge Bossi-Fini, strutturalmente costruita per non promuovere processi di integrazione ma anche, come purtroppo vediamo, incapace di tutelare la convivenza. Ma è il fallimento anche delle politiche concrete con cui il centrodestra ha governato il nostro territorio. È il luogo dell’esercito in permanenza, presentato in pompa magna proprio nell’esatto luogo dell’omicidio di sabato, è il luogo di sperimentazione delle “ronde” ben prima che diventassero grottesca e disattesa legge dello stato, è il luogo delle telecamere installate e poi scomparse.

Per contro è il luogo dove comprensori scolastici, luoghi di culto cattolici quanto islamici, associazioni e singoli cittadini sono stati lasciati totalmente soli nella gestione quotidiana dell’esistente.

Fino a sabato via Padova è stata anche, diversamente da quanto raccontano molti organi di informazione, il luogo di un esperimento di successo, di una convivenza difficile ma possibile. Il luogo della riapertura dei negozi chiusi da anni, dell’integrazione a mezzo scuola, del dialogo religioso. Quella via Padova ce la può ancora fare e a coloro che blaterano di pugno di ferro e di espulsioni casa per casa andrebbe oggi rivolto l’invito a dimettersi tutti, casa per casa.

A sostegno delle politiche di convivenza e integrazione autoprodotte dai cittadini della zona, contro i fabbricanti di paura e i loro bancarottieri locali Sinistra Ecologia e Libertà invita tutti, le associazioni, i singoli a una serie di iniziative territoriali, di cui la prima proprio in via Padova angolo Predabissi mercoledì 17 febbraio dalle ore 16,30.

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