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	<title>Chiara Cremonesi</title>
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	<description>Consigliera in Regione Lombardia per Sinistra ecologia libertà</description>
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		<title>Piano casa: una deroga generalizzata.</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cremonesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Piano casa che crea ulteriore confusione nella normativa urbanistica regionale. Con il paradosso, peraltro, di produrre ben pochi effetti, come già nel 2009, dal punto di vista del millantato rilancio del settore edilizio. Troviamo innanzitutto inaccettabile il fatto che il recupero e la riqualificazione del tessuto edificato debbano passare da una deroga agli strumenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaracremonesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/piano-casa-lazio-e1286368839420.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2269" title="piano-casa-lazio-e1286368839420" src="http://www.chiaracremonesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/piano-casa-lazio-e1286368839420-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Un Piano casa che crea ulteriore confusione nella normativa urbanistica regionale. Con il paradosso, peraltro, di produrre ben pochi effetti, come già nel 2009, dal punto di vista del millantato rilancio del settore edilizio.</p>
<p>Troviamo innanzitutto inaccettabile il fatto che il recupero e la riqualificazione del tessuto edificato debbano passare da una deroga agli strumenti urbanistici. Inoltre potranno beneficiare dei premi volumetrici anche i Comuni che, ancora oggi, a distanza di sette anni dall’approvazione della legge regionale 12/2005 non si sono dotati di un Piano di governo del territorio, cioè la metà dei Comuni lombardi.<span id="more-2268"></span></p>
<p>È profondamente sbagliata la logica per cui, attraverso lo scambio di incrementi volumetrici e miglioramenti energetici, si premia indifferentemente sia chi ha attuato politiche virtuose, sia chi ha consumato nuovo suolo e ha reso edificabili zone inizialmente agricole o comunque verdi e non costruite.</p>
<p>In questa prima fase dell’iter due sono le conquiste che possiamo vantare come opposizione: l’obbligo, in caso di utilizzo dei premi volumetrici per realizzare edilizia residenziale pubblica, di mantenere la destinazione d’uso per almeno 15 anni e lo stop alla deregulation totale nella demolizione e successiva ricostruzione degli edifici all’interno dei centri storici con l’imposizione del vincolo di sagoma, come decretato dalla Corte Costituzionale.</p>
<p>La battaglia contro questa pessima legge si sposterà ora in Aula dove presenteremo emendamenti provando a modificarne gli aspetti che più attentano alla tutela del territorio e al rispetto delle normative vigenti</p>
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		<title>La lettera &#8211; I seienni scrivono al premier e al ministro del Lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>larousche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lettera aperta]]></category>
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		<category><![CDATA[seienni]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettera dei ventenni al premier Mario Monti, il cui primo firmatario siede nel CdA della Bocconi insieme al professor Mario Monti, pubblicata oggi sulle pagine del Corsera, sta suscitando davvero molte reazioni. Nella tarda mattinata, abbiamo ricevuto in copia conoscenza un interessante contributo sul tema, ugualmente indirizzato al Presidente del Consiglio, altrettanto spontaneo ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaracremonesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/sei-anni-senza-denise_picture.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2258" title="sei-anni-senza-denise_picture" src="http://www.chiaracremonesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/sei-anni-senza-denise_picture-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La <a title="Lettera dei ventenni" href="http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_21/lettera-studenti-premier_8c6b8742-5c6d-11e1-beff-3dad6e87678a.shtml" target="_blank">lettera dei ventenni</a> al premier Mario Monti, il cui primo firmatario siede nel CdA della Bocconi insieme al professor Mario Monti, pubblicata oggi sulle pagine del Corsera, sta suscitando davvero molte reazioni.</p>
<p>Nella tarda mattinata, abbiamo ricevuto in copia conoscenza un interessante contributo sul tema, ugualmente indirizzato al Presidente del Consiglio, altrettanto spontaneo ma molto più sincero e vissuto dell’originale.</p>
<p>È una lettera di seienni, figli di impiegati, operai e precari, che provano a spiegare il lavoro e i diritti (negati) da acuti osservatori della vita di mamma e papà.<span id="more-2257"></span></p>
<blockquote><p>Cari presidente del Consiglio e ministro del Lavoro,</p>
<p>in queste ore si discute ovunque della riforma del mercato del lavoro.<br />
Il contributo di noi bambini, che non sediamo nel CdA della Bocconi e che abbiamo origini umili e sincere, giunge in forma spontanea. Il nostro non è tifo scriteriato né corporativismo generazionale: è serio interesse per il nostro futuro che ci vedrà giocoforza protagonisti, prima che da lavoratori come studenti.</p>
<p>Riteniamo doveroso partecipare al dibattito con le nostre proposte e osservazioni: si ragiona di diritti (che ci saranno negati, si potrebbe aggiungere) e vorremmo offrire il nostro punto di vista, decisamente con più modestia di quello dei nostri fratelli ventenni. Le idee che proviamo a riassumere in questa lettera aperta non trovano spazio nello scontro ideologico in atto, anche perché non germogliano all’interno di esperienze rigidamente consolidate; non ci riteniamo «arruolati» nello schema ottocentesco di sigle ed etichette né facciamo finta di non esserlo, del resto non siamo ancora dei postadolescenti: anzi ci spiace che le scorciatoie lessicali e mediatiche abbiano avuto la meglio sui contenuti.</p>
<p>Abbiamo il dubbio che saremo colposamente sospesi tra il vuoto di aspettative ed il miraggio di sicurezze, senza possibilità di metterci in gioco con le stesse garanzie che solo una parte dei nostri padri, e ancor meno le nostre madri, si vedono attribuite.</p>
<p>Proprio nelle scorse settimane Lei è intervenuto a proposito della necessità di ridare opportunità concrete a chi oggi rischia di restare senza tutela alcuna.<br />
Come può capire, il tema ci è caro per due motivi: perché dipendiamo dalle tutele e dal lavoro dei nostri genitori e perché quando saremo grandi dovremo smetteremo di giocare.</p>
<p>Il mondo cui ci affacceremo ci sembra strano: da un lato ci sono i bambini privilegiati che godranno della eredità dei loro genitori, hanno tanti giocattoli, viaggiano per il mondo e studieranno all&#8217;estero; dall’altro le occasioni perse, le vite difficili nelle scuole di periferia.<br />
Dal guado in cui rischiamo di essere intrappolati, non tolleriamo che — come troppo spesso accade — le posizioni su un argomento tanto delicato cedano alla banalizzazione del partito preso, o del punto di vista parziale, seppur bocconiano.</p>
<p>Vorremmo poter diventare cittadini maturi di un Paese in cui ci si rivolge ai bambini con un occhio di riguardo e siamo convinti che ora si possa realizzare la tanto agognata inversione di rotta: è tempo di premere l’acceleratore sulle riforme. È inoltre evidente che, solo se si riuscisse a puntare su di noi, indirettamente sui nostri genitori, anche la vicenda economica nazionale ne trarrebbe diretto vantaggio.</p>
<p>&#8220;Tutelare un po’ meno chi oggi vive di rendita e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro, chi non riesce ad entrarci e anche chi il lavoro l&#8217;ha perso.&#8221;<br />
Dal nostro Presidente ci saremmo aspettati queste parole, non altre. Quanto al metodo, aggiungiamo pure che, in questo momento di trattative serrate, si rischia di lasciare fuori dal tavolo della concertazione un’intera categoria di portatori di interessi: quella di noi bambini, dei figli di chi lavora.<br />
La nostra voce è stata marginalizzata e resa afona, non per nostra responsabilità: purtroppo non possiamo che subire le vostre decisioni e consentire che l&#8217;indifferenza lasci ampi spazi di manovra a chi non ha avuto a cuore le nostre sorti.</p>
<p>Nel sistema economico in cui i nostri genitori lavorano e che noi affronteremo tra qualche anno, è richiesta la capacità di essere competitivi e dinamici: non abbiamo scritto noi le regole del gioco ma saremo tenuti a rispettarle per poter vivere anche noi, con una qualche dignità.<br />
Anche i nostri genitori, per offrire a noi una buona vita, devono poter «stare sul mercato».<br />
Abbiamo forti speranze ed una notevole fiducia in questo esecutivo, crediamo insomma che sia il momento giusto per osare. Chiediamo che si rinunci definitivamente al clima di discriminazione nei confronti dei bambini e dei loro genitori.</p>
<p>È un errore cui occorre porre rimedio, in fretta: spostare la bilancia del futuro dal privilegio al lavoro, che noi vediamo ogni giorno nella stanchezza dei nostri genitori, è l’impegno con cui vorremmo si cimentassero in questo momento le istituzioni patrie.</p>
<p>Sappiamo che il dibattito è attorcigliato attorno a temi abusati. Non studiamo nelle università in cui Lei ha insegnato e rinunciamo, dunque, a parlare di un mondo di cui ancora non abbiamo fatto parte, come il mondo del lavoro.</p>
<p>Ci scandalizza però che si cominci a ragionare del cosiddetto «motivo economico o organizzativo per il licenziamento», nell’ottica di una intelligente spinta riformatrice.<br />
Oggi imprenditore e lavoratore non si muovono nella stessa direzione e non condividono i medesimi obiettivi, troppe volte nella nostra pur leggera e breve vita abbiamo visto che non sempre entrambi vogliono il bene dell’azienda: lo abbiamo sentito a cena, nei racconti un po&#8217; tristi tra mamma e papà.</p>
<p>Non ci stiamo: proprio perché crediamo di valere molto, e perché lo dobbiamo ai sacrifici dei nostri genitori. Noi ci diciamo pronti alla sfida.<br />
Si investa nella scuola, in modo che istruisca tutti indipendentemente dalla città, dalla regione o dal quartiere in cui si abita: si premino i più bravi, non i rampolli, attraverso un nobile sistema di incentivi economici e sociali.</p>
<p>Quella che auspichiamo è anche una riforma culturale: i nostri padri oggi sono succubi di una società delle relazioni più che del merito, in cui essere in un certo &#8220;giro&#8221; premia molto più del lavoro svolto quotidianamente; le nostre madri sono succubi di una società che non dà loro alcuna possibilità semplicemente perché ci crescono e perché potrebbero regalarci un fratellino o una sorellina più piccoli. Oggi siamo noi quelli costretti a soccombere rispetto alle mille garanzie e possibilità che alcuni privilegiati tolgono ai nostri genitori.</p>
<p>È tempo di ristabilire le priorità e allocare con equità i necessari sacrifici: l’egoismo di chi già ha, l’ingordigia dei privilegiati sono malattie che rischiano di ammorbare il nostro avvenire.<br />
Scommettiamo senza indugio nel nostro futuro, nella nostra istruzione, nel lavoro dei nostri genitori: sono queste le nostre richieste, in sintesi. Le sigle politiche che hanno guidato il Paese negli ultimi decenni, anche per via di un ossequio screanzato verso la propria base elettorale, hanno totalmente escluso il tema del lavoro dall’agenda di governo.<br />
Hanno così prevalso le forze della conservazione costringendo il Paese a rinunciare alla sua anima «solida» e «solidale». Fate presto, vi scongiuriamo. Sappiamo che la squadra di governo è al lavoro per ridisegnare i contorni normativi della materia, ci piacerebbe tenesse conto dei nostri spunti. Signor presidente, non neghi neppure ai bambini la chance di ripartenza e «rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale» che hanno finito per realizzare l’attuale regime di apartheid fra ricchi e poveri. Buon lavoro a tutti voi, noi ora torniamo a giocare.</p>
<p>Carlotta A.<br />
Antonio S.<br />
Stefania F.<br />
Francesco F.<br />
Fabio M.<br />
Massimo A.<br />
Anita L.<br />
Loredana S.<br />
Silvia P.<br />
Paolo C.<br />
Maria Luisa L.<br />
Michele R.</p></blockquote>
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		<title>Democrazia? Vabbuò…</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 16:37:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni si discute molto delle riforme che ridisegneranno le istituzioni in Italia e il nostro modo di essere cittadini e di concorrere alle scelte del nostro Paese: dall’abolizione delle province e l’istituzione (speriamo) della città metropolitana, alla riforma costituzionale di Camera e Senato, fino alle leggi elettorali regionali e nazionali. In queste discussioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaracremonesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/mario-monti-premier-403x270.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2253" title="mario-monti-premier-403x270" src="http://www.chiaracremonesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/mario-monti-premier-403x270-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In questi giorni si discute molto delle riforme che ridisegneranno le istituzioni in Italia e il nostro modo di essere cittadini e di concorrere alle scelte del nostro Paese: dall’abolizione delle province e l’istituzione (speriamo) della città metropolitana, alla riforma costituzionale di Camera e Senato, fino alle leggi elettorali regionali e nazionali.</p>
<p>In queste discussioni, o almeno in ciò che trapela dai giornali, pare che i criteri utilizzati dai politici o tecnici in carica siano quelli di una maggiore efficienza e del taglio dei costi: principi nobilissimi e assolutamente legittimi. Tuttavia pochi pongono attenzione a ciò che dovrebbe essere il faro di ogni scelta sulla struttura istituzionale: la democrazia e la rappresentanza dei cittadini.</p>
<p>Nella legge elettorale è giusto alzare ulteriormente gli sbarramenti già previsti al 4% per la Camera e all’8% per il Senato? È una semplificazione? Certo, ma ciò significherebbe escludere dal Parlamento forze politiche consistenti e vanificare il voto di milioni di cittadini.<br />
È giusto non prevedere le preferenze e in particolare quella doppia uomo-donna?</p>
<p>Un altro esempio: per superare il bicameralismo perfetto si pensa ad una riforma del Senato come Camera delle Regioni. Fin qui tutto bene, ma ha senso che i nuovi senatori, anziché essere eletti dal popolo, siano espressi dai Consigli Regionali? Non credo.</p>
<p>Indubbiamente queste sarebbero ulteriori riduzioni dello spazio democratico.</p>
<p>Mi rendo conto che oggi sembrano temi poco importanti, ma se li colleghiamo alle politiche liberistiche che in campo economico si affermano in tutti i continenti, vediamo che si sta preparando un futuro di cui aver paura.</p>
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		<title>Quale primavera araba?</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 14:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>larousche</dc:creator>
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		<title>Fattore famiglia: una legge iniqua</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 11:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cremonesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fattore famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con un blitz notturno, il Consiglio regionale ha approvato la legge sul fattore famiglia. Una legge sperimentale, che riguarderà per ora solo 15 comuni. Una legge che serve alla propaganda di Formigoni per la visita del papa a maggio e dalla natura fortemente ideologica. Insomma una legge dai risvolti pericolosi. Si tratta dell’introduzione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaracremonesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/1601504505.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2246" title="Ragazza madre" src="http://www.chiaracremonesi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/1601504505-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Con un blitz notturno, il Consiglio regionale ha approvato la legge sul<a title="Fattore Famiglia" href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_febbraio_15/fattore-famiglia-regione-lombardia-dote-scuola-formigoni-1903298568351.shtml" target="_blank"> fattore famiglia</a>.<br />
Una legge sperimentale, che riguarderà per ora solo 15 comuni.<br />
Una legge che serve alla propaganda di Formigoni per la visita del papa a maggio e dalla natura fortemente ideologica.<br />
Insomma una legge dai risvolti pericolosi.</p>
<p>Si tratta dell’introduzione di un nuovo sistema che supera l’ISEE premiando le famiglie numerose.<br />
Ma noi ci chiediamo se sia questo il modo di affrontare le fragilità e le difficoltà delle famiglie.<br />
In realtà si creano molte distorsioni: le famiglie oggi sono articolate e il sostegno dev’essere dato a chi rientra in determinati parametri economici.</p>
<p>Una madre single con un figlio può essere più fragile di una famiglia con padre, madre e quattro figli.<br />
Abbiamo però la speranza che venga impugnata dal governo visto che nell’art. 5 della manovra “salva-Italia” l’esecutivo si impegna a revisionare l’ISEE entro la fine di maggio, per rendere questo strumento più equo e omogeneo.</p>
<p>Questa modifica nazionale di fatto vanifica ogni atto regionale.</p>
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<li> <a href="http://www.chiaracremonesi.it/cie-indegni-di-un-paese-civile-in-via-corelli-diritti-violati-ogni-giorno" title="Permanent link to Cie indegni di un paese civile, in via Corelli diritti violati ogni giorno">Cie indegni di un paese civile, in via Corelli diritti violati ogni giorno</a>  </li>
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