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Formigoni ha perso un’occasione per tacere

Che Formigoni accusi Vendola di ipocrisia lascia davvero allibiti. Stiamo parlando di un Presidente sulla cui elezione pesano gravi dubbi di legittimità in relazione alla consegna di firme false.

Di un Presidente che da vent’anni governa ininterrottamente la Lombardia, passando indifferente attraverso scandali sanitari di enorme portata, dal caso eclatante della clinica Santa Rita alla recentissima vicenda del Teleospedale per la quale da qualche giorno risulta indagato anche il direttore generale dell’assessorato Lucchina.

Di un Presidente che non ha ancora avuto nulla da dire sul fatto che esponenti della sua maggioranza oltre a dirigenti di nomina regionale si ritrovino a diverso grado implicati nella maxi indagine della scorsa estate sulla criminalità organizzata.

Ma come si permette di esprimere giudizi del genere su chi, dimostrando tutt’altro senso delle istituzioni, ha con grande responsabilità immediatamente azzerato la Giunta pugliese alle prime voci di possibili coinvolgimenti e avvisi di garanzia?

Qui in Lombardia non è bastato nemmeno l’arresto dell’assessore Prosperini perché il governatore si sentisse politicamente chiamato in causa. E nemmeno l’accusa a carico di un’esponente del suo listino per favoreggiamento della prostituzione minorile.

Ci sono occasioni in cui, almeno, converrebbe tacere. Oggi Formigoni l’ha persa

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