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Formigoni non irrida le donne

Vorremmo poter apprezzare che il Presidente Formigoni abbia finalmente preso atto dell’importanza della presenza femminile in Giunta.

Peccato, invece, che questo suo improvviso ravvedimento risulti molto strumentale. E a dire il vero anche un po’ irridente nei toni usati.

Stiamo parlando di un governatore che, senza battere ciglio di fronte alle tante rimostranze, si è scelto quattro sottosegretari maschi su quattro e quindici assessori maschi su sedici. Un bel record in tema di quote rosa!

Soltanto adesso, con la spada di Damocle del ricorso presentato da varie associazioni di donne che pende su Palazzo Lombardia, sembra aver cambiato idea.

Senza contare, poi, come il tutto gli risulti guarda caso funzionale, a fronte degli ultimi pesantissimi scandali giudiziari, per giustificare un rimpasto di Giunta, sostituire le figure più scomode e nascondere la perdita irrecuperabile di credibilità politica dietro qualche effetto speciale e una bella cortina fumogena.

Niente, dunque, che abbia a che fare con una sincera presa di coscienza sulle pari opportunità e sulla rappresentanza di genere.

Anche perché temiamo che il suo concetto di ‘tante, tante donne’ – come da dichiarazione odierna – sia un po’ diverso dal nostro. Per noi significa una Giunta almeno per la metà al femminile. Mentre i rumors parlano al massimo di una o due nuove assessore. Lo vedremo alla prova dei fatti, che rischiano di essere deludenti ancor più delle parole

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