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Inquinamento: ora Formigoni batta un colpo

Meda, 255. Saronno, 224. Arese, 222. Magenta, 211. Busto Arsizio, 183. Sono le concentrazioni di Pm10 registrate ieri dalle centraline dell’Arpa sparse per la Lombardia. Stanno ben oltre la soglia di sicurezza e sono più elevate che a Milano, dove i valori hanno oscillato tra i 133 e i 163 microgrammi.

E allora ci chiediamo con quale coraggio Formigoni attacchi Area C, il primo intervento che, benché non possa abbattere d’un tratto le polveri sottili, punta a ridurre in modo organico il traffico privato in centro città.

Milano sta finalmente provando a fare la sua parte, Regione Lombardia no. Da quasi un ventennio sperimentiamo l’inerzia e l’irresponsabilità del Presidente e delle Giunte che sotto la sua guida si sono succedute in tema di contrasto all’inquinamento atmosferico.

Rilanciamo quindi l’appello del sindaco Pisapia all’impegno della Regione su questo fronte, perché è ciò che da anni chiediamo inascoltati a Formigoni.

Al di là di tanti annunci, di misure d’emergenza spesso persino attuate con clamorosi ritardi, di una legge mai adeguatamente finanziata, l’interventismo del Pirellone sul problema smog è stato pressoché pari a zero. Carente anche dal punto di vista fondamentale dell’assunzione di un ruolo di regia.

Serve tutt’altro. Una politica seria di investimenti, con risorse certe e tempi rapidi di realizzazione, sul trasporto pubblico locale, per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici. L’abbattimento delle emissioni industriali. La promozione di politiche abitative che contemplino criteri di risparmio energetico, anche per quanto riguarda il riscaldamento.

Insomma, occorrono fatti. Quelli che Milano, con buona pace di Formigoni e delle sue critiche, ha iniziato a produrre e non solo attraverso Area C

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