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Al convegno nazionale dei ginecologi non obiettori

Laiga ginecologi non obiettori

Domani parteciperò  al 4° Convegno nazionale dei ginecologi non obiettori e delle ginecologhe non obiettrici di coscienza organizzato a Milano da Laiga, sui temi riguardanti la mancata applicazione della 194 e l’eccesso di obiezione.

 Come annunciato dall’Associazione Italiana Ginecologi per l’Applicazione della 194, da anni impegnata sul fronte dei diritti alla salute riproduttiva delle donne la scelta della Lombardia come sede dell’evento è tutt’altro che casuale. Stiamo parlando di una Regione che ha ideologicamente osteggiato l’autodeterminazione femminile, plasmando un sistema sanitario che agevola gli obiettori tra i ginecologi, gli anestesisti, le ostetriche, persino nei consultori. Il risultato è un dato dell’obiezione pari a circa il 70%, con ospedali incapaci di garantire un servizio previsto dalla legge. E con le donne che, in un percorso già drammatico, si vedono limitate nell’esercizio di un loro diritto.

Mentre sul tema il governo italiano è già stato condannato due volte dal Consiglio d’Europa, risale a pochi giorni fa la buona notizia di una risoluzione approvata dall’Europarlamento che invita gli Stati membri a fare in modo che l’obiezione di coscienza non impedisca ai pazienti di accedere alle cure mediche legittime. 

In Lombardia c’è tutto da fare in questo senso e occorre tenere alta l’attenzione. Ben venga quindi un’iniziativa di rilievo e di grande spessore scientifico come quella promossa dalla Laiga. Domani sarò lì per testimoniare la mia vicinanza a tutti quei medici e operatori presenti ogni giorno, con il proprio difficile lavoro sul campo, a fianco delle donne che decidono di interrompere una gravidanza. Riconfermando naturalmente tutto il mio impegno su questo fronte dentro le istituzioni.

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