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I diritti di tutti

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Il manifesto di Scienza e Vita affisso fuori da una chiesa di Bergamo la dice lunga sulle tante battaglie di laicità che dovremo ancora fare in Lombardia e nel Paese.
Il manifesto mostra la foto di un bimbo appena nato conl suo presunto virgolettato: «Io non sono un diritto! Un bimbo non è un diritto! Voglio un papà/uomo e una mamma/donna. Non voglio diventare il giocattolino «adottabile» da una coppia gay. Io non voglio essere il prodotto di una fecondazione artificiale e nascere già dopato di ormoni superflui… Ho il diritto di nascere da una relazione d’amore naturale tra uomo e donna».
Non colpisce solo l’integralismo, ma anche la cattiveria verso chi ama in modo “diverso” o verso le tante coppie che hanno già messo al mondo figli con la fecondazione assistita.
Anche questo decidiamo il 24 e il 25: se in Lombardia e in Italia ci saranno istituzioni laiche capaci di far valere i diritti di tutti.

1 Comment

  1. Veramente offensivo quel manifesto. Non solo perchè è superficiale e strumentalizza un bambino (coloro che l’hanno stilato chiaramente proiettato dei pregiudizi in un bambino, che pregiudizi non ne ha), ma anche perchè offende tutti quei bambini che, anche in Italia, hanno dei genitori omosessuali e ancora non si vedono riconosciuti i loro legami affettivi. Non solo, vengono offesi anche quei bambini, soprattutto nati da coppie eterosessuali, venuti al mondo attraverso le tecniche di fecondazione assistita, perlopiù all’estero con costi personali e economici non indifferenti (con ormoni superflui?!). Sono semplificazioni offensive che incontrano molta legettimità perchè colpiscono le persone superficiali (che sono molte) e questo rende ancora più rischiose tali campagne. Tra l’altro l’anno scorso a Bergamo c’è stato un interssante convegno sull’omogenitorialità molto partecipato e aperto a vari professionisti e a tutti quelli che volevano ascoltare. Io credo sia questa la strada da prendere. Certo le leggi sono fondamentali (quindi mi raccomando SEL si deve battere per ottenere nella prossima legislatura delle unioni civili avanzate con il riconoscimento dei figli, per chi ne ha da genitore omosessuale e una legge sulla omo-transfobia) ma una cosa che può cambiare è la cultura e l’informazione; si comincino a fare corsi obbligatori per istituzioni scoltastiche, sanitarie e altre istituzioni dello stato su argomenti LGBT, compresa l’omogenitorialità, con professionisti seri (che non mancano) e la realtà potrà cambiare davvero. La superficialità ci sarà sempre e anche l’estremismo ma almeno non mancheranno le occasioni di crescita e di scambio civili su questo argomento.

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