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Idrometano: un’altra operazione elettorale

Nel 2004, a ridosso delle elezioni regionali, Formigoni inaugura in pompa magna il primo distributore a idrogeno di Milano. Soltanto nove giorni dopo, Striscia la Notizia verifica che la stazione di rifornimento è già chiusa e smantellata. Nel 2010, di nuovo in prossimità del voto, Formigoni inaugura la prima pompa di erogazione di una miscela metano-idrogeno. E oggi presenta, con la consueta cornice scenografica, dieci Fiat Panda a idrometano per il parco-auto della Regione, nell’ambito di una sperimentazione che coinvolge in tutto 20 autovetture.

20, su quasi sei milioni di macchine che circolano in Lombardia. E ha pure il coraggio di chiamarlo ‘programma avveniristico che la Regione finanzia in collaborazione con le imprese italiane del settore per mettere in pratica tutto quello che è realmente possibile fare per garantire la qualità dell’ambiente e per migliorare la mobilità dei nostri cittadini’.

Abbiamo una domanda per lui. Conserva almeno un vago ricordo del Polo per la mobilità sostenibile finalizzato al rilancio dell’ex-Alfa di Arese? Quello era un progetto serio e strategico di politica industriale e insieme ambientale. Già pronto per essere realizzato, è rimasto nei cassetti di Formigoni e della sua Giunta in tutti questi anni, in attesa del via e dei finanziamenti. Che, naturalmente, non sono mai arrivati.

Stona davvero questa attenzione a spot per l’inquinamento e l’energia pulita, nelle parole di un Presidente che solo alcuni giorni fa, pur di fronte alla parziale retromarcia del Governo, ha rilanciato l’ipotesi nucleare nella nostra regione. E che ha affossato la concreta possibilità di fare della Lombardia un’avanguardia nella produzione di auto ecologiche, con le conseguenti positive ricadute sull’indotto e sul lavoro.

Come sempre, molta immagine ma ben poca sostanza

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