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Il buono scuola cancella il sostegno ai disabili

Niente di cui stupirsi, purtroppo, di fronte al problema di mancato supporto finanziario agli studenti disabili che sta emergendo in questi giorni.
Già a fine luglio, in occasione dell’assestamento di bilancio, il gruppo di Sel in Regione aveva denunciato proprio l’insufficienza dei fondi a tale scopo, chiedendo invano uno spostamento di risorse in questo senso.

Perché Regione Lombardia per il 2011 ha addirittura azzerato il capitolo per il diritto allo studio dei Comuni. Riconfermando però il famoso buono scuola, oltre 50 milioni di euro a beneficio di qualche migliaio di ragazzi, tutti di istituti privati e per la maggior parte con redditi familiari medi, a volte anche alti.

Così, a fronte di pochi privilegiati, gli altri 900 mila studenti lombardi devono continuare a fare i conti con una scuola pubblica sempre più colpita. Compresi gli alunni con disabilità, che rischiano di ritrovarsi senza trasporto e senza educatori oltre a dover fronteggiare un’ulteriore, pesante riduzione degli insegnanti di sostegno.

Come succede da anni, per Pdl e Lega le scuole private e il relativo bacino elettorale vengono prima di tutto. Tant’è che il capitolo buono scuola non ha mai conosciuto ridimensionamenti. Semmai il contrario.

Così una misura già di per sé iniqua diventa persino spudorata in tempi di crisi e tagli generalizzati.

Sel quindi rinnova la richiesta di attivarsi con una modifica di bilancio: i soldi ci sono, è sufficiente cambiarne la destinazione a favore di chi ne ha davvero bisogno.

E’ necessario un intervento immediato nella direzione auspicata. Anche per questo è uno scandalo – come già abbiamo evidenziato nei giorni scorsi – che il Consiglio se ne resti ancora in vacanza.

Formigoni e la sua maggioranza continuano a pensare che un puntiglio ideologico e un po’ di consenso siano più importanti dei ragazzi disabili e del loro pieno diritto all’istruzione?

4 Comments

  1. E la Formazione Professionale lombarda è sempre più sottofinanziata, anche se Formigoni e Rossoni strombazzano il fatto che vi si può assolvere l’obbligo (DDIF), In queste condizioni i corsi approvati sono inferiori alla domanda, negando un diritto costituzionale ai cittadini. Se poi si parla delle condizioni dei lavoratori del settore, si possono esemplificare con le parole precariato, sfruttamento, carichi orari insopportabili, mancato rispetto della normativa sull’accreditamento, ecc. I sindacati, CGIL-scuola in primis, tacciono.

  2. Pingback: Formigoni di lotta e di governo » Carlo Chianura - Blog - Repubblica.it

  3. Grazie Chiara, anche qui nel Veneto succede più o meno la stessa cosa, e io davvero non riesco a spiegarmi dove stanno le ragioni “cristiane” per fare operazioni di questo tipo.
    Ah, già, forse per arginare l’invasione dei docenti bolscevichi della Scuola Pubblica. Eh, cosa non si fa per diffondere la parola di Cristo contro il Comunismo imperante…
    Da ateo, auguro a gente come Formigoni e amici che il mio pensiero in materia sia quello giusto, perchè se dovessero aver ragione loro, dovesse davvero esistere il loro dio cristiano, beh, avrebbero con il Gesù dei Vangeli qualche problemino da risolvere…

  4. Pingback: Una disabile normalità « il blog di Chiara Cremonesi

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