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La beffa dei ticket

Se la cosiddetta operazione trasparenza di Regione Lombardia sulle tariffe delle prestazioni sanitarie aveva l’obiettivo non annunciato, ma intuibile, di far digerire ai pazienti il pagamento del ticket a fronte dell’esplicitazione del costo, a volte imponente, di esami o interventi, ad oggi sta invece ottenendo l’effetto contrario.

La spesa pubblica indicata in ricetta sta infatti in molti casi chiarendo ai lombardi tutta l’iniquità del sistema. Ora un cittadino sa che, per esempio, il monitoraggio della pressione arteriosa è tariffato a 42.23 euro. Peccato che per eseguirlo debba pagarne 48.45, cioè il fisso di 36.15, più il superticket di 12.30. E dalle sue tasche vede così uscire una cifra più alta del costo effettivo dell’esame.

Per quanto ci riguarda, consideriamo sbagliata questa mossa furbetta – non a caso deliberata a pochi mesi dall’aumento dei ticket – che, in caso di cifre consistenti, rischia di colpevolizzare i pazienti, minando i principi del diritto universale alla salute e alle cure. Con un unico risvolto inaspettatamente positivo: aver alzato il velo, numeri alla mano, su un’ingiustizia che denunciamo da mesi.

E alla quale Regione Lombardia dovrebbe al più presto porre rimedio, almeno legando il versamento del ticket ai redditi in modo più proporzionato e scaglionato.

1 Comment

  1. Io sarei dell’idea di poter detrarre dal 730 il totale dell’importo pagato, cosi ancheper le visite private, invece di sentirsi dire: con fatt. tot senza fattura un tot inferiore sarebbe più semplice dire con fattura.

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