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La Lega, il Money Transfer, lo scudo fiscale

Ieri in consiglio è stata presentata l’ennesima mozione che non cerca di affrontare un problema ma fa propaganda.

Questa volta il problema è il riciclaggio di denaro sporco (un tema importante e complesso) ma il bersaglio è rappresentato dai “money transfer”, le agenzie utilizzate soprattutto dai lavoratori migranti per spedire i loro guadagni nei Paesi di origine.

Certo, in quei luoghi transita molto denaro e occorrerebbe più trasparenza. Ma il punto è attivarsi per offrire agli immigrati sistemi sicuri di trasferimento dei soldi, in grado di favorire tali operazioni a basso costo e in tempi rapidi. D’altra parte, le rimesse degli immigrati – nel 2009, 210 milioni e mezzo di Euro – rappresentano una fonte primaria e irrinunciabile di cooperazione per lo sviluppo e vanno a integrare gli investimenti esteri diretti, contribuendo alla crescita dei Paesi che le ricevono.

Affrontare un fenomeno così complesso come il riciclaggio riferendosi soltanto ai “money transfer” suona riduttivo e sa di accanimento. Tanto più se il tema viene posto da chi, come la Lega, ha invece sostenuto l’anonimato sullo scudo fiscale per il rientro dei capitali. Che sta proprio agli antipodi di una battaglia contro la ripulitura del denaro proveniente da azioni criminose.

E davvero non ci spieghiamo come l’Idv abbia potuto votare la mozione nel nome del rispetto delle regole. Per quanto ci riguarda abbiamo espresso nettamente la nostra contrarietà alla strumentalizzazione di un problema serio, che non può essere lasciato alla solita campagna leghista anti-immigrati.

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