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La maggioranza traballa su Pezzano

Alla fine, nonostante il mal di pancia dentro la maggioranza messo in luce dai numeri del voto segreto (31 sì, 32 no e 2 astenuti), la richiesta di revoca della nomina di Pietrogino Pezzano alla guida dell’Asl Milano 1 avanzata dalle opposizioni è rimasta al palo.

Da garantista convinta ritengo che la magistratura debba fare il proprio lavoro, ma che al contempo la politica non possa sottrarsi al compito di esprimere giudizi di valore e opportunità, prima e al di là di quanto accertato dal sistema giudiziario.

Pdl e Lega per tutto il mese di dicembre hanno litigato pubblicamente evidenziando, se ancora fosse necessario, come le nomine siano sottoposte alla discrezionalità politica. Ma su una situazione pesante come quella di Pezzano, pur nominato all’unanimità, il voto di oggi ha mostrato che nella maggioranza c’è un disagio profondo. E solo l’assenza – di cui ci rammarichiamo – del gruppo Udc, che aveva sottoscritto la mozione, ne ha di fatto impedito l’approvazione.

A questo punto non è forse il caso che il dottor Pezzano si renda conto che nemmeno la maggioranza che l’ha nominato ha la convinzione per continuare a sostenerlo?

Resta comunque il fatto che Pdl e Lega non hanno alcuna intenzione di impegnarsi per modificare modalità e criteri delle nomine in modo da valutare sia la competenza sia la linearità di condotta dei candidati. Di fronte alla nostra proposta in tal senso, è infatti improvvisamente scomparsa ogni tensione tra i due partiti di centrodestra che sono tornati a fare fronte comune in difesa di un sistema capace di garantire la spartizione dei posti.

Per quanto ci riguarda non ci fermiamo e sul tema presenteremo un progetto di legge già nelle prossime settimane

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