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La Regione cede alle doppiette

caccia

All’avvertimento dei cacciatori presenti in presidio questa mattina davanti al Pirellone, il centrodestra ha riposto compatto in serata. E così, dopo aver ignorato in agosto l’invito avanzato dall’Ispra a sospendere la stagione venatoria sull’intero territorio per le particolari condizioni climatiche di siccità, la Regione si rifiuta persino di prendere un provvedimento saggio, già responsabilmente attuato per esempio dal Piemonte, e di vietare cioè la caccia nelle zone direttamente interessate dagli incendi, che in questi mesi hanno distrutto oltre 800 ettari di boschi in varie province lombarde, e nelle aree contigue. Ancora una volta, questa maggioranza sacrifica agli interessi della lobby delle doppiette la tutela dell’ambiente e di una fauna selvatica che rischia di non poter sopravvivere all’inverno. Del resto, l’hanno scritto loro stessi sullo striscione esposto oggi all’ingresso del palazzo: i cacciatori votano, gli animali no.

Peraltro, è davvero paradossale come proprio Regione Lombardia abbia sottolineato la drammaticità della situazione post-incendi chiedendo lo stato di emergenza nazionale, senza però attivare alcuna azione di protezione dell’ecosistema. In questo contesto gli animali selvatici sono esposti a rischi che ne condizionano il processo riproduttivo e ne aumentano la mortalità. Il tutto in assenza anche di un piano faunistico venatorio regionale e con cinque specie di uccelli minacciate su scala globale ancora cacciabili

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