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La responsabilità delle parole

donne

La violenza contro le donne non esiste solo il 25 novembre.
Per questo c’è chi continua a fare iniziative di sensibilizzazione come quella di questa sera a Novate Milanese, dove incontreremo i cittadini per discutere insieme, per sentire proposte, per confrontarci.

Ci vuole un grande lavoro per far funzionare le leggi esistenti, per finanziarle e per mettere insieme esperienze e servizi.

Ci vuole anche la responsabilità delle parole, come ci ha ricordato Michela Murgia in un bellissimo articolo pubblicato domenica su “La Stampa”: un appello ai professionisti della parola perché si possa scrivere un nuovo capitolo sulla relazione tra i sessi che non veda più l’uomo cacciatore e la donna preda.

Perché tutti noi quando leggiamo o sentiamo espressioni come “dramma della gelosia”, “delitto passionale” o “raptus di follia” dovremmo tradurre “violenza contro le donne”.

1 Comment

  1. SICCOME LA MAGGIOR PARTE DELLE VIOLENZE SUCCEDE NELL’AMBITO FAMILIARE…MENTRE CI SI DIVIDE O SEPRA O SI DIVORZIA…..PERCHE’ NON SI FA UNA REVISIONE E SI ACCORCIANO I TEMPI PER LE SEPARAZIONI E DIVORZI? GRAZIE ..E’ NORMALE CHE SE DUE PERSONE SONO COSTRETTE A VIVERE ANCORA SOTTO LO STESSO TETTO E SI ODIANO..PRIMA O POI LE STRONZATE SI FANNO……MEDITATE GENTE

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