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La Val di Susa non è un problema di ordine pubblico.

image Questa mattina ho incontrato anche alcuni dei ragazzi arrestati giovedì scorso nell’ambito dell’indagine torinese sulle mobilitazioni No TAV dell’estate.

Fatta salva l’indiscutibile autonomia della magistratura mi sembra di poter dire che le modalità di questa operazione, come del resto ha rilevato anche l’ex magistrato Livio Pepino, rischiano davvero di criminalizzare un intero movimento, e cioè larga parte della popolazione di un’intera valle: cittadini italiani impegnati in una battaglia per la salvaguardia del territorio.

In questo senso quanto avvenuto mi preoccupa. Perché la sensazione è che si prosegua nell’affrontare la vicenda delle legittime contestazioni all’Alta velocità in Val di Susa come una questione di ordine pubblico. Quando invece si tratta di tutt’altro.

A maggior ragione oggi, dopo questa visita.

La carcerazione preventiva, non obbligatoria per i reati contestati, risulta infatti incomprensibile. L’auspicio è quindi che queste persone siano messe al più presto nella condizione di difendersi dalle accuse in stato di libertà.

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