Così si chiama la campagna dell’associazione Antigone sul sovraffollamento delle carceri italiane. Per contribuire a questa iniziativa, ho visitato il carcere di San Vittore ed è stata per me un’esperienza importantissima.
L’emozione è stata forte, tanto da non riuscire per ora a scriverne. Mi limito a darvi alcuni dati: il carcere milanese potrebbe ospitare 600 detenuti, le presenze sono invece di 1600, in alcuni bracci ci sono celle minuscole con sei letti a castello, dove vivono 6 persone per 23 ore al giorno.
Analoga la situazione in Lombardia: circa 9.057 detenuti, quasi il doppio rispetto alla capienza regolamentare di 5.540 persone. Gli stranieri a San Vittore sono circa il 75%, in molti casi si tratta di carcerazione preventiva (che gli italiani evitano avendo un domicilio), in diversi casi il reato è la violazione dell’art 14 della Bossi-Fini (non aver rispettato il decreto di esplusione)
Insomma, come mi ha detto un operatore durante la visita, il dramma è che chi dovrebbe rappresentare la giustizia e la legge passa dalla parte del torto perché lede la dignità della persona.
Su questo tema così importante e così dimenticato, ho intenzione di occuparmi con continuità
