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L’incoerenza dei saldi

Mercoledì scorso in Consiglio Regionale SEL è stata l’unica forza politica a esprimere dubbi sul provvedimento sul commercio e i saldi di stagione.
Mi ha stupito molto che cinque minuti dopo aver discusso e votato una mozione di sfiducia a Formigoni, PDL – PD – LEGA – IDV – UDC si siano ricompattati in un voto quasi all’unanimità.

Neppure il merito era convincente: con l’eliminazione del divieto di ribassi nel periodo precedente ai saldi, si intendeva sicuramente rilanciare un settore attualmente in sofferenza con tre “piccoli” dubbi:

- per rilanciare i consumi non basta allungare il periodo dei saldi, ma è necessario aumentare il potere d’acquisto delle famiglie.

- i piccoli esercizi vengono penalizzati a vantaggio della grande distribuzione, nonostante sia proprio il commercio di vicinato a qualificare le nostre periferie.

- la polizia annonaria potrebbe avere difficoltà a garantire i controlli a tutela del consumatore.

Oggi, come era prevedibile, leggiamo delle proteste arrivate sia dai piccoli negozi di periferia sia dalle grandi firme di via Montenapoleone.

Mala tempora currunt

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