permalink

0

Lo scandalo San Raffaele sempre più celeste.

Lo scambio epistolare  tra Roberto Formigoni e don Verzè  resi pubblici con il libro di Mario Gerevini e Simona Ravizza, configura da solo un’ammissioni di una gravità impensabile.

Il celeste e la sua maggioranza, contrastando l’istituzione della Commissione d’inchiesta sul San Raffaele, hanno ripetuto per mesi che Regione Lombardia non ha nulla a che vedere con la sua gestione fallimentare e con le trame di contorno.
Oggi appare invece sempre più chiaro, come fosse organicamente coinvolta, attraverso un utilizzo privatistico delle normative.

I lunghi silenzi sulla propria responsabilità politica e la sdegnata dichiarazione odierna sulla montagna che partorisce un topolino, svelano sempre più la grande debolezza della posizione di un Formigoni che va via via perdendo smalto, nei vari tentativi di uscirne per l’ennesima volta immacolato.

 

 

Esattamente come per l’Asilo Mariuccia, siamo di fronte a ingenti risorse pubbliche finite nelle tasche di “amici” in maniera arbitraria e senza i dovuti controlli. Con le aggravanti, messe nero su bianco, di accreditamenti irregolari e norme confezionate ad hoc.

Di tutto ciò Formigoni dovrà essere chiamato a rispondere immediatamente nelle sedi istituzionali. La seduta di Consiglio programmata per domani affronti in via d’urgenza questo tema. E l’auspicio è che il Presidente si senta in dovere di presentarsi in Aula per dare conto all’assemblea legislativa di quanto emerso.

Lascia un Commento