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Lotta alla mafia: finalmente una legge quadro in Regione Lombardia

L’ordine del giorno approvato all’unanimità in Consiglio regionale rappresenta senza dubbio un passo in avanti importante nella direzione di un impegno concreto delle istituzioni per il contrasto alla criminalità organizzata.
Con questo documento si supera qualsiasi negazione o ambiguità rispetto al livello dell’infiltrazione mafiosa nella nostra regione.
Certo è che occorre non dimenticare come in questi anni molte siano state le occasioni mancate, a partire dal rifiuto del Comune di Milano di istituire una commissione antimafia fino alla continua strumentalizzazione della microcriminalità in tema di sicurezza, mentre la Lombardia scalava la classifica dei luoghi a più alto numero di beni confiscati. Con un sindaco leghista che solo un anno fa toglieva l’intitolazione della biblioteca di Ponteranica a Peppino Impastato, simbolo di chi la lotta contro i mafiosi l’ha pagata con la vita.
Don Ciotti, da sempre in prima linea su questi temi, ci ricorda come le mafie e la corruzione rappresentino un furto di bene comune, che ci colpisce tutti e rispetto al quale tutti siamo chiamati a vigilare e a denunciare.
Credo che, proprio in quest’ottica, sia fondamentale per la politica assumere un ruolo da protagonista. E credo che dotarsi di una propria legge quadro sulle buone pratiche amministrative e sul contrasto alle attività criminose debba essere per Regione Lombardia un obiettivo prioritario. Ora che il Consiglio si è impegnato in tal senso, saremo determinati nel sollecitare la realizzazione di quanto l’Aula ha discusso e approvato in modo concorde

L’ordine del giorno approvato all’unanimità in Consiglio regionale rappresenta senza dubbio un passo in avanti importante nella direzione di un impegno concreto delle istituzioni per il contrasto alla criminalità organizzata. Con questo documento si supera qualsiasi negazione o ambiguità rispetto al livello dell’infiltrazione mafiosa nella nostra regione.

Certo è che occorre non dimenticare come in questi anni molte siano state le occasioni mancate, a partire dal rifiuto del Comune di Milano di istituire una commissione antimafia fino alla continua strumentalizzazione della microcriminalità in tema di sicurezza, mentre la Lombardia scalava la classifica dei luoghi a più alto numero di beni confiscati. Con un sindaco leghista che solo un anno fa toglieva l’intitolazione della biblioteca di Ponteranica a Peppino Impastato, simbolo di chi la lotta contro i mafiosi l’ha pagata con la vita.

Don Ciotti, da sempre in prima linea su questi temi, ci ricorda come le mafie e la corruzione rappresentino un furto di bene comune, che ci colpisce tutti e rispetto al quale tutti siamo chiamati a vigilare e a denunciare.

Credo che, proprio in quest’ottica, sia fondamentale per la politica assumere un ruolo da protagonista. E credo che dotarsi di una propria legge quadro sulle buone pratiche amministrative e sul contrasto alle attività criminose debba essere per Regione Lombardia un obiettivo prioritario. Ora che il Consiglio si è impegnato in tal senso, saremo determinati nel sollecitare la realizzazione di quanto l’Aula ha discusso e approvato in modo concorde

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