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Mantova non è in Emilia

Ho già scritto qui della mia visita nei comuni della bassa mantovana colpiti dal sisma.
Ora che, speriamo, l’emergenza sta per finire, bisogna lavorare perché vengano attuate le giuste scelte e non vengano dimenticati i 35 comuni colpiti e le 2500 persone rimaste senza casa.

A Moglia, comune con 750 sfollati molti dei quali pakistani addetti al lavoro nei campi, le giovani neo-elette ci hanno segnalato le stalle dove manca ancora la mappatura dei danni, le gravi lesioni subite dai capannoni dei caseifici e la mancanza di interventi urgenti sul sistema di irrigazione dei campi

A San Giovanni del Dosso sono 87 gli immobili inagibili le cui macerie hanno bloccato per giorni la mobilità. In un comune dove la maggior parte dei lavoratori è costretta a spostarsi per raggiungere il luogo di lavoro, anche queste problematiche diventano di importanza capitale.

Pastacci, presidente della Provincia di Mantova, mi ha segnalato un problema fondamentale: il decreto del governo cita solo l’Emilia, escludendo la zona lombarda da ogni aiuto..

Infine, pensare che le banche pretendano il pagamento di mutui e di fideiussioni per beni o attività che non esistono più è il sintomo di come sia necessario attivarsi a sostegno della popolazione della bassa mantovana.

Non possiamo lasciarli soli.

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